Friuli Venezia Giulia, la sanità al collasso dopo 5 anni di giunta dem

Riduzione dei posti letto, pronto soccorso affollati e lunghe liste di attesa: tutte le criticità della sanità targata Pd. Fedriga: “La riforma Serracchiani-Telesca ha devastato la Regione”

Friuli Venezia Giulia, la sanità al collasso dopo 5 anni di giunta dem

“Questa riforma della sanità non va bene. Anni fa una cosa del genere non sarebbe accaduta”. A dichiararlo è una paziente dell’ospedale di San Daniele del Friuli, uno dei principali in regione, che ha aspettato invano di essere visitata al pronto soccorso e ha deciso, dopo ore di attesa, di tornare a casa. “O si sta qui tutto il giorno, o non si viene visitati”.

Le lunghe attese nelle sale d’aspetto affollate sono denunciate da tutti i pazienti (guarda il video). “Mi hanno detto di tornare più tardi”, racconta una signora a San Daniele. “C’è carenza di personale, i medici fanno quello che possono, ma queste attese non possono verificarsi”, spiega un paziente in attesa. Anche chi si è recato all’ospedale di Udine lamenta code interminabili. “Devono vergognarsi – tuona una signora –. Mio marito ha un problema alla schiena ed è in lista di intervento. Speravamo di evitare il pronto soccorso e andare direttamente in spinale. Siamo qui dall’ora di pranzo e non usciremo di sicuro prima delle nove di sera. Ci è già capitato”.

La riconversione di quattro pronto soccorso in Punti di Primo Intervento riduce l’offerta sanitaria sul territorio e comporta un sovraffollamento degli altri ospedali della zona. La misura, al centro della riforma sanitaria Serracchiani- Telesca, crea non pochi disagi ai cittadini i quali si vedono obbligati a rivolgersi ad altri ospedali che nel contempo non sono stati potenziati e i medici sono in affanno. “L’ospedale più vicino a me sarebbe stato quello di Gemona. Peccato però che il pronto soccorso lì è stato chiuso”, spiega un paziente in attesa a San Daniele.

La riforma

Nel 2014 il centrosinistra in Friuli Venezia Giulia vara la riforma del sistema sanitario regionale. Un cambiamento profondo voluto dall’ex presidente della Regione, Debora Serracchiani, e dall’assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, che crea fin da subito molte polemiche sia in politica che tra gli operatori e i cittadini.

Le novità della riforma che stanno facendo più discutere sono la chiusura di diversi punti nascita (quelli con meno di 500 parti all'anno) e la riconversione di quattro pronto soccorso in Punto di primo intervento con la conseguente eliminazione di numerosi posti letto. “Dopo un primo accertamento a Cividale, mi hanno mandato al pronto soccorso di Udine”, racconta un paziente in attesa di essere visitato nel nosocomio friulano.

Per alleggerire i pronto soccorso regionali, la riforma della sanità ha previsto la creazione dei Centri di assistenza primaria. Ma i Cap, dove istituiti (al momento soltanto 15 contro i 40 previsti dalla riforma), non diminuiscono gli accessi agli ospedali dei codici bianchi e verdi e i tempi di attesa.

Il Rapporto Crea 2017 che misura la performance dei Sistemi Sanitari Regionali (SSR) ha sottolineato il peggioramento dello stato della sanità pubblica nel Friuli Venezia Giulia, relegando il sistema regionale al penultimo posto della graduatoria.

Il referendum abrogativo

A luglio 2016, il Consiglio regionale ha bocciato la proposta di referendum abrogativo presentata contro la riforma da nove comitati di tutto il territorio. La richiesta sostenuta da oltre 2.500 cittadini è stata dichiarata inammissibile dalla coalizione di centrosinistra.

La Corte dei conti

La riforma sanitaria del 2014, oltre che alla politica e ai cittadini, non è piaciuta neanche alla Corte dei conti. Nel “Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica per l'anno 2017” sono state evidenziate alcune criticità in riferimento alla riforma. Ma Serracchiani ha chiesto alla Sezione di controllo di approfondire la sua valutazione sulla base di documenti forniti dalla Regione. Secondo la Giunta, nel rapporto della Corte, non sono state evidenziate le fonti e i dati che dimostrerebbero un peggioramento della sanità in Friuli Venezia Giulia.

Le elezioni

Il futuro della riforma della sanità è un punto centrale nei programmi elettorali di tutti i candidati alle elezioni regionali di domenica 29 aprile. Secondo le opposizioni la riforma sanitaria non avrebbe fatto altro che peggiorare la situazione del settore.

“La riforma ha devastato il sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia e lo dicono anche le classifiche nazionali che ci hanno visto precipitare negli ultimi posti”, spiega il candidato alla presidenza regionale, Massimiliano Fedriga. “Dovremo rimettere mano a tutto il sistema: ripotenzare gli ospedali di rete dove sono stati tagliati quasi 600 posti letto, rimettere in piedi l’assistenza intermedia e riorganizzare il sistema delle emergenze che con il numero unico ha allungato i tempi di soccorso”, continua l’esponente della Lega.

“Avevamo una sanità eccellente e ora le cose che funzionavano bene, non funzionano più”, afferma il dottor Walter Zalukar, ex primario del pronto soccorso dell'ospedale di Cattinara a Trieste, ora candidato per Forza Italia al Consiglio regionale. “Dopo cinque anni si può dichiarare il fallimento della riforma. Questo ha comportato la demotivazione degli operatori che sono anche fuggiti dalla regione, così come i malati che vanno a curarsi fuori: qui le liste di attesa sono infinite”.