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Quella fronda al leader M5s col pretesto della patrimoniale

Da giorni Appendino avanza l'idea di proporre la maxi tassa. Una dozzina pronta a seguirla

Quella fronda al leader M5s col pretesto della patrimoniale
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Proprio mentre avanza il lavoro del "campo largo" sul programma e i leader del centrosinistra si fotografano sorridenti al tavolo del programma, la patrimoniale apre la prima faglia all'interno del M5s da diversi mesi a questa parte. Un confronto nel merito della proposta di una "Millionaire Tax", certo. Ma anche una polemica su un tema sensibile a una parte della base, per provare a creare una prima crepa nel monolite di Giuseppe Conte. A unire l'utile e il dilettevole, individuando uno spazio per porsi a capo di una piccola fronda, è Chiara Appendino. L'ex sindaca di Torino, da qualche giorno, sta facendo il controcanto al leader sulla patrimoniale, portando avanti la sua proposta per una tassa sui patrimoni oltre 5 milioni di euro. "Conte teme di non riuscire a spiegare agli elettori la patrimoniale, in più vuole coprirsi al centro su fisco e sicurezza in vista delle primarie con Schlein", spifferano dal gruppo parlamentare dei Cinque Stelle. Dove il dibattito sulla patrimoniale è iniziato. Anche a microfoni aperti. Dopo l'iniziale battage di Appendino, la risposta dei vertici del M5s è arrivata per bocca di Stefano Patuanelli, uno dei nuovi vice di Conte. "La patrimoniale è uno strumento tecnicamente sbagliato", la stilettata del senatore all'ex sindaca, pur senza nominarla. A stretto giro di posta la replica di Appendino: "Trovo surreale ignorare una richiesta che arriva forte e chiara dai nostri territori e dal lavoro che stiamo facendo con Nova". Infatti, chi nel M5s è aperto a discutere della patrimoniale fa presente che la "tassa sui ricchi" è stata una delle proposte che sono arrivate da più territori durante i tavoli di Nova. "A Palazzo Chigi la studiai, ma poi l'ho scartata perché era insostenibile", la linea dell'ex premier, che sul tema non vuole collocarsi a sinistra del Pd di Schlein, ma ci tiene a mantenere la postura istituzionale di chi è stato capo del governo. Una carta in più da giocare in caso di sfida interna al centrosinistra, anche se da diversi settori dem si continua a frenare sulle primarie.

Ma quanti sono i parlamentari pentastellati pro-patrimoniale? Nel M5s si parla di una dozzina di eletti, "tra dodici e quindici", ma molti di loro sono in silenzio. Meglio non esporsi troppo, anche perché Conte avrà la parola fine sulle liste delle prossime politiche. Ma c'è chi, come Antonino Iaria e Dario Carotenuto, hanno detto sì pubblicamente alla proposta Appendino.

Lo stesso Carotenuto, Andrea Quartini ed Emiliano Fenu in passato avevano proposto emendamenti per introdurre misure simili a una patrimoniale, rispettivamente per rifinanziare il reddito di cittadinanza, recuperare risorse per il Servizio sanitario nazionale, per sostenere la Transizione 4.0. E l'ex sindaca di Torino vuole porsi, in prospettiva, come alternativa a Conte per la leadership del M5s. Insomma, il dibattito interno è appena iniziato.

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