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Calano gli scioperi. Trasporti impattati

Il Garante relaziona sulle astensioni 2025

Calano gli scioperi. Trasporti impattati
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In Italia si sciopera meno, anche se sono in aumento gli stop generali proclamati soprattutto dai sindacati più piccoli. Ad essere più colpito il trasporto passeggeri - più di una protesta su tre si concentra nel settore - con i mezzi pubblici in testa alla classifica delle criticità. La relazione annuale del Garante degli scioperi fotografa le astensioni dal lavoro nei servizi pubblici essenziali, confermandone il calo complessivo nel 2025. Da nord a sud sono 1.020 le astensioni effettuate nel corso dell'anno (contro le 1.129 del 2023 e le 1.080 del 2024), con una flessione del 5,5% rispetto al 2024 e del 9,6% nel triennio. "Il 2025 consolida la parabola discendente della conflittualità", sottolinea la relazione della Commissione di garanzia sugli scioperi, illustrata dalla presidente Paola Bellocchi alla Camera. Spicca, tuttavia, il dato in controtendenza dello sciopero generale (la protesta che riguarda contemporaneamente tutti i settori) le cui proclamazioni sono raddoppiate, passando dalle 17 del 2024 alle 33 nel 2025. Questo incremento "quasi interamente ascrivibile all'iniziativa di sigle minori e del sindacalismo di base, si è tradotto in 27 mobilitazioni effettivamente svolte, concentrate in 9 giornate".

A livello settoriale, la riduzione delle proteste è strutturale in comparti come credito (-69,2%), ferroviario (-50,0%) e igiene ambientale (-33,3%) grazie alla chiusura dei cicli contrattuali. Eesta invece nel mirino il settore della mobilità passeggeri (Tpl, ferrovie, aerei e marittimi): da solo continua a generare circa un terzo dell'intera attività conflittuale.

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