Fratelli d'Italia punta sull'ex generale dei parà per la casacca di anti-Vannacci. Il capo di Stato maggiore, Carmine Masiello (foto), a fine giugno andrà in pensione. Tecnicamente potrebbe incassare al massimo la proroga di un anno. Terminando così il suo rapporto con la Difesa a giugno 2027. Ecco che, tra i meloniani, si fa largo l'idea, al momento resta tale, di candidare Masiello alle Politiche nelle liste di Fratelli d'Italia. Un profilo che arginerebbe l'appeal del capo di Futuro Nazionale tra i militari. Il curriculum di Masiello è di tutto rispetto. E oggi gode dell'apprezzamento di larghe fasce dell'Esercito. Una candidatura che avrebbe la doppia benedizione del ministro della Difesa Guido Crosetto e della premier Giorgia Meloni.
Masiello si è fatto apprezzare molto dal governo di centrodestra. Il nome del capo di Stato maggiore è stato tra i papabili per la direzione dell'agenzia per la Cybersicurezza Nazionale dopo le dimissioni di Bruno Frattasi. Poltrona andata però nelle settimane scorse a Andrea Quacivi. Per il post pensionamento si profila un futuro in politica per Masiello. Si è parlato anche di un trasloco all'Aise. La storia militare di Masiello è in grado di fare ombra al generale Vannacci. Dal 2024 è capo di Stato di maggiore, nel 2010 ha assunto il comando del 185° Reggimento Paracadutisti Rao "Folgore". La stessa Unità dalla quale arriva Vannacci. In Fratelli d'Italia bocche cucite sull'opzione Masiello. C'è una sola certezza per ora. Giorgia Meloni ha consegnato un messaggio: non ci sono rendite di posizione. Tradotto: nel 2027 non varrà più la regola Fdi sulle ricandidatura degli uscenti.
Meloni vuole tagliare la testa ai parlamentari che in questi 4 anni non si sono distinti per impegno e costanza. L'ipotesi è di dare una rinfrescata alla classe dirigente, pescando nel movimento giovanile. La liste Fdi nel 2027 riserveranno molte sorprese. Moltissime.