Il martire perfetto, il candidato ideale al gesto solitario contro i cristiani. Zakaria Haddi per la giustizia deve restare in carcere perché il suo profilo è esattamente sovrapponibile a quelli dei protagonisti di atti di terrore che riempiono le cronache: solo, indottrinato, fanatico, dieci ora al giorno davanti a un computer. E soprattutto fragile. La giudice Rossana Mongiardo se l'è trovato a lungo davanti, ieri, nel giorno del suo ventunesimo compleanno insieme al pm Alessandro Gobbis che ne aveva disposto il fermo d'urgenza l'altro ieri a Milano, E nel decreto con cui la giudice convalida il fermo è proprio la vulnerabilità del giovane a renderlo pericoloso come un ordigno già innescato. Haddi, scrive la Mongiardo, è "alquanto fragile" ma è chiaro come "proprio in virtù di questo, egli sia anche potenzialmente "suggestionabile" ed imprevedibile, ma, al tempo stesso, particolarmente capace di organizzare nei dettagli e in maniera "raffinata" e razionale ogni movimento ed ogni azione, nonché pronto, nell'eventualità, ad immolarsi per una causa in cui crede fortemente".
Al fermato il giudice ha contestato, uno per uno, gli elementi che dopo mesi in cui veniva tenuto d'occhio hanno convinto la Procura a fare scattare il fermo d'urgenza: le immagini brutali di esecuzioni islamiche, i proclami, la singolare vicinanza - in nome dell'antisemitismo - con i neonazisti di Terza Posizione. E soprattutto l'ultima frase, il conto alla rovescia per l'azione dimostrativa, comunicato col suo "tutor" danese. L'annuncio dell'entrata in scena, accompagnata dall'acquisto del biglietto per il Marocco.
La linea difensiva di Zarak Haddi è una sola: non sono un terrorista, raccoglievo e pubblicavo il materiale per documentazione, chiedo scusa se è sembrata propaganda. Ma sono giustificazioni che per la giudice non stanno in piedi, platealmente smentite da quanto emerge dalle stesse carte. E la dimestichezza con i siti del darkweb diventa la prova della sua pericolosità. "La grande maggioranza di questi video - dichiara - li ho presi da un sito non accessibile da google o con altri motori di ricerca, il sito di presenta come un archivio, è scritto totalmente in arabo, è un archivio di materiale dello stato islamico che contiene video, pdf, messaggi audio". Il giudice gli contesta l'annuncio "meno 0, in arrivo". Qui la spiegazione di Haddi è quasi surreale: "Ho deciso di fare una battuta ironica, - 0 sarebbe il riferimento al numero di vittime, significa che questa persona del post non avrebbe fatto nulla". Per il resto, una lunga, improbabile autodifesa: "Ammetto che la cosa è stata fraintesa, avrei dovuto essere più cristallino (...) a mio parere descrivere un fatto non significa che si sta facendo apologia dello stesso". Però, ammette ancora, "avrei dovuto essere più trasparente; ammetto che non ho tenuto in considerazione il fatto di poter influenzare altre persone; ho sottovalutato la questione, ora riconosco il pericolo di emulazione; non ho intenzione di prendere un coltello e andare a ferire la gente in giro ma mi rendo conto del pericolo di emulazione". Il giovane italo-marocchino è il primo a rendersi conto di essere poco credibile, come quando spiega il suo interesse per il sito Terza Posizione "io non aderisco a correnti fasciste o neo-naziste ma ammetto che in quel periodo lì avevo interesse verso la politica di Terza Posizione ma non per il nazismo". O quando dei video di esecuzioni che ripubblicava cerca di prendere le distanze, "non sono credente e non vedo nella sharia un modello di legislazione compatibile con i miei ideali".
O quando cerca di dare una spiegazione emotiva del suo attivismo, "ciò che mi ha più colpito del martirio è la dedizione a una causa, è una cosa che un po' soffro perché questo ultimo anno per me è stato un po' buio, in quarta liceo mi era passata la voglia di studiare e di fare tutto e venni bocciato, c'è un po' il peso del fallimento che porto appresso". Nulla di convincente, per il giudice. E i 22mila euro in contanti sequestrati a casa sua fanno ipotizzare che Haddi non sia un semplice "cane sciolto".