Il giudice anti Berlusconi a Mattarella: "Il vice presidente del Csm è illegittimo?"

Esposito: ispezione sulle toghe coinvolte nelle rivelazioni dell'ex capo dell'Anm

Il giudice anti Berlusconi a Mattarella: "Il vice presidente del Csm è illegittimo?"

Mentre in Parlamento si discute della istituzione di una commissione d'inchiesta sul caso Palamara, ecco un appello al capo dello Stato e al neoministro della Giustizia Marta Cartabia perché sia quest'ultima a prendere l'iniziativa: facendo scattare una ispezione interna nei confronti di due pesi massimi della magistratura, il membro del Csm Giuseppe Cascini e il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, entrambi pesantemente chiamati in causa dal libro Il Sistema, scritto da Palamara insieme a Alessandro Sallusti.

A lanciare l'appello alla Cartabia, dalle colonne del Fatto Quotidiano, è un altro (ex) nome di spicco del mondo giudiziario. Si tratta di Antonio Esposito, il magistrato che quando presiedeva la sezione feriale della Cassazione condannò Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti tv. E che una volta lasciata la toga fa il commentatore per il Fatto.

Dalle colonne del quotidiano di Marco Travaglio, ieri Esposito ricorda che Mattarella - cui 67 magistrati hanno chiesto un intervento risolutivo - «può sollecitare il ministro della Giustizia, anch'egli titolare del potere di iniziativa disciplinare, a disporre una inchiesta, all'esito della quale formulare le sue proposte anche di ordine disciplinare». A Salvi secondo Esposito gli ispettori ministeriali dovrebbero chiedere di spiegare l'incontro con Palamara «su una splendida terrazza di un lussuoso albergo romano» per sponsorizzare la propria candidatura. A Salvi, secondo Esposito, il capo dello Stato dovrebbe contestare, facendone oggetto di una riunione del Csm, la direttiva con cui ha garantito l'incolumità disciplinare ai magistrati che si rivolgevano a Palamara per «autopromozione» Mentre Cascini, leader della corrente di sinistra Area, dovrebbe spiegare se davvero riferì a Palamara l'esistenza di una intercettazione dell'allora vicepresidente del Csm Giovanni Legnini relativa al pm napoletano Henry John Woodcock.

Non è tutto. Esposito se la prende anche con il vicepresidente del Csm David Ermini, invitando il presisidente Mattarella a far sapere se intenda ancora farsi rappresentare da lui in seno al Csm, dopo avere scoperto che la sua designazione alla carica «ha trovato la sua genesi in un accordo improprio, fuori dal Csm e tra persone non legittimate (Palamara, Ferri, Lotti)». Esposito ricorda anche che Ermini fu eletto vicepresidente grazie al voto di sette componenti del Csm poi costretti a dimettersi proprio in seguito al caso Palamara. Per questo chiede a Mattarella se considera Ermini ancora legittimato a coprire la carica.

(Esposito non dice se a suo avviso il ministro o il capo dello Stato dovrebbero svolgere accertamenti anche sugli episodi che riguardano lui medesimo e suo figlio, anch'essi ampiamente citati nel libro di Palamara e Sallusti).

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