Giudice (donna) le toglie il mantenimento: "Lei è una pigra, vada a cercarsi il lavoro"

Pretendeva metà dello stipendio dell'ex marito da cui si era separata

Giudice (donna) le toglie il mantenimento: "Lei è una pigra, vada a cercarsi il lavoro"

È vero che viviamo in un'epoca in cui la donna è sempre vittima e l'uomo ha sempre la colpa di essere un maschio. Come d'altra parte viviamo in un paese in cui non ci si può fidare granché dei giudici, oppure diamo un reddito a chi non lavora superiore perfino a quello di chi lavora. Eppure non tutto è perduto, perché a volte capitano cose che ti stupiscono, e ti sembra che una giustizia vera esista. Tipo sentite questa: a Treviso un uomo e una donna si separano, lui guadagna 4000 euro al mese, un buon reddito, lei, sebbene laureata in economia, niente, e ottiene un assegno mensile di 1.100 euro al mese. Quindi la donna, trentacinquenne, dovrebbe essere contenta, invece col cavolo, non le bastano, e chiede 1900 euro al mese, ovvero la metà del reddito del marito. E qui viene il bello: il giudice non solo le nega la cifra, ma le toglie anche i 1.100 ottenuti, con una motivazione fantastica: perché è pigra, è laureata, vada a lavorare e lasci in pace il marito. In sostanza non si è mai cercata un'occupazione e, dice la sentenza, non c'è mai stato «alcun apprezzabile sacrificio della signora, durante la vita coniugale, che abbia contribuito alla formazione o all'aumento del patrimonio». D'altra parte non si fa che parlare di parità, ma la parità non può essere a senso unico. I due non hanno neppure figli, non si può neppure dire che lei fosse impegnata a fare la mamma, e non si è mai cercata un lavoro, le bastava fare la mantenuta. Il che dovrebbe essere offensivo anche per le donne.

È un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'umanità. Voglio dire, non ho mai capito perché, quando due si sposano, spesso le donne ottengono assegni sproporzionati. È vero, la regola vale per entrambi i sessi, se un uomo fosse povero e la moglie ricca succederebbe il contrario, ma non si sente mai di uomini che percepiscano assegni dalle mogli, chissà perché. Per non parlare di quando i mariti sono molto ricchi, come nel caso del mio amato Silvio, che doveva versare a Veronica Lario un milione e mezzo al mese di «alimenti» (poi anche lì una sentenza annullò l'assegno). Mi sono sempre chiesto cosa mangiasse la Lario. Ti rispondono che devi mantenere il tenore di vita che avevi quando ti sei sposata, ma era il tenore di vita di tuo marito, non il tuo, perché mai dovrebbe esserti garantito lo stesso? Cosa hai sposato, un uomo o un patrimonio?

Inoltre, riguardo alla suddetta coppia di Treviso, prima che pensiate male, prima che si innalzino le proteste femministe contro la povera moglie privata del suo reddito, prima che saltino su le lagne del «noi donne», prima che mi diate del solito maschilista, mi sono dimenticato di dirvi un particolare non secondario: il giudice era una donna. Viva le donne.

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