"Il green pass rispetta la Costituzione"

L'avvocato giuslavorista: il diritto alla salute è collettivo e sancito dalla Carta

"Il green pass rispetta la Costituzione"

Per incrementare le vaccinazioni, il governo ha reso obbligatorio il green pass per tutti i dipendenti, sia pubblici che privati. Ne parliamo con l'avvocato giuslavorista Laura Papa.

Quali conseguenze avranno i lavoratori privi di green pass?

«Saranno sospesi dalla prestazione lavorativa, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, senza retribuzione».

Potranno anche essere licenziati?

«No, il decreto precisa che non ci saranno conseguenze disciplinari e che manterranno il posto di lavoro. È in linea con il Decreto Legge 1° aprile 2021 n. 44 che per primo ha introdotto l'obbligo vaccinale per il settore sanitario, prevedendo solo la sospensione dall'attività lavorativa e dalla retribuzione, in tutti i casi in cui le mansioni non si possano svolgere in smart working. Già allora, auspicavo un intervento normativo che introducesse una sorta di patentino vaccinale».

Quali luoghi di lavoro sono interessati dal provvedimento?

«Tutti, privati e pubblici, tribunali, studi professionali e anche nell'ambito del rapporto di lavoro domestico».

Le aziende possono controllare?

«Devono farlo. I datori di lavoro sono chiamati a definire «le modalità operative per l'organizzazione delle verifiche» necessarie per accedere in sicurezza alla sede. Dovranno individuare con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento e della contestazione delle violazioni. Nel privato, potranno ricorrere alla app «VerifiCa19» già usata per treni e ristoranti».

Sono previste sanzioni?

«Sì, multe da 600 a 1500 euro per i lavoratori che accedano ai locali aziendali senza green pass. Per i datori di lavoro che non effettuano i controlli, sanzioni da 400 fino a mille euro»

Cosa cambia per i lavoratori per cui era già in vigore l'obbligo del green pass?

«Per i lavoratori sanitari, più che l'obbligo di green pass, esiste quello di essere vaccinati. Solo per loro, l'unico soggetto autorizzato a verificare l'esistenza del passaporto verde sarà il medico competente, nella sua qualità di titolare autonomo del trattamento dei dati, che al datore di lavoro dovrà limitarsi a riferire se il lavoratore è idoneo o meno alla mansione lavorativa svolta».

Molti affermano che tale decreto sia incostituzionale...

«Con riferimento all'HIV, la Corte Costituzionale, con sentenza 23 maggio-2 giugno 1994, n. 218, ha già avuto modo di esprimersi, accertando la piena legittimità della sottoposizione ai test per accertare l'eventuale sieropositività prima dell'assunzione e precisando che la tutela della salute implica e comprende il dovere dell'individuo di non ledere né porre a rischio con il proprio comportamento la salute altrui, in osservanza del principio generale che vede il diritto di ciascuno trovare un limite nel reciproco riconoscimento e nell'eguale protezione del coesistente diritto degli altri. La Corte ha inoltre precisato che «situazioni di questo tipo sono evidenti nel caso delle malattie infettive e contagiose, la cui diffusione sia collegata a comportamenti della persona, che è tenuta in questa evenienza ad adottare responsabilmente le condotte e le cautele necessarie per impedire la trasmissione del morbo. In altre parole, la Corte prospetta il diritto alla salute da un lato come diritto dell'individuo ma anche (e soprattutto) come dovere dell'individuo nei confronti della collettività. In linea con tale orientamento, è oggi possibile richiedere il green pass per svolgere attività lavorative».

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