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I governatori più amati: Decaro, Stefani, Fedriga. Delusione Salis: solo 33ª

Flop della sindaca di Genova, prima è Funaro. Gli amministratori leghisti brillano nel Nord Est

I governatori più amati: Decaro, Stefani, Fedriga. Delusione Salis: solo 33ª
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Le elezioni si vincono con le campagne elettorali, il consenso si costruisce governando.

È questa la lezione più evidente che emerge dal Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore. Una classifica che misura il gradimento dei presidenti di Regione e sindaci. Il dato più significativo riguarda il centrodestra e, in particolare, la Lega di Matteo Salvini. Sul podio dei governatori, alle spalle del primo classificato Pd Antonio Decaro (66%), ci sono il giovane Alberto Stefani (65%) e Massimiliano Fedriga (64%). Due storie diverse, accomunate da un elemento: il buon governo. Fedriga è ormai una certezza. Il presidente del Friuli-Venezia Giulia occupa stabilmente le prime posizioni delle classifiche sul gradimento. Significativo è il secondo posto di Alberto Stefani. Chiamato a raccogliere l'eredità, tutt'altro che semplice, di Luca Zaia alla guida del Veneto, il neogovernatore non solo evita il calo che spesso accompagna i cambi di leadership, ma debutta direttamente ai vertici della classifica nazionale. Un segnale politico tutt'altro che banale: il marchio amministrativo costruito dalla Lega continua a essere premiato. A sottolinearlo anche il ministro Roberto Calderoli, soddisfatto per i "tre leghisti nei primi sei posti della classifica". Attilio Fontana, a capo della Lombardia, si classifica al sesto posto con il 57%. Roberto Occhiuto, presidente della Calabria, si conferma uno dei governatori più amati dai suoi cittadini insieme ad Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte. Entrambi i forzisti sono al 60%, in quarta posizione.

Così, se il centrodestra può leggere i dati come una conferma, il centrosinistra deve interrogarsi, soprattutto, guardando a Genova. Silvia Salis che era stata presentata come il volto nuovo destinato a cambiare il destino della sinistra italiana è stata punita dai dati. Impietosi. E pensare che la sua vittoria alle Comunali era stata raccontata come l'inizio di una nuova stagione. Per molti dirigenti progressisti avrebbe dovuto rappresentare il modello da esportare nelle grandi città e, perché no, anche a Palazzo Chigi. Le aspettative erano enormi, proprio per questo il suo debutto nel Governance Poll pesa politicamente più del semplice numero. Con il 55% di gradimento e al trentatreesimo posto è lontana dai vertici della classifica, Salis non ottiene quell'investitura popolare che molti, nel suo stesso campo, davano quasi per scontata. Al contrario di Sara Funaro, sindaco di Firenze che, con il 66% di gradimento, è il primo cittadino più apprezzato d'Italia, seguita al secondo posto dal sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti. Si sa, la politica vive anche di simboli e di narrazioni, e quella costruita attorno alla nuova sindaca di Genova parlava di una leadership capace di conquistare rapidamente consenso e centralità nel panorama nazionale. Per ora, almeno secondo il sondaggio del Sole 24 Ore, quella spinta non si vede. Per settimane il centrosinistra aveva trasformato la vittoria genovese nella prova che esistesse una nuova formula vincente e, invece, così non sembra. Oggi quella narrazione si scontra con i numeri di una classifica che racconta una realtà meno entusiasmante.

La lezione del Governance Poll, in fondo, è sempre la stessa. I riflettori delle campagne elettorali si spengono in fretta, restano i risultati. È lì che si misura il consenso vero. Ed è lì che, ancora una volta, Fedriga e Stefani dimostrano di giocare un campionato diverso.

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