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Politica

Il mondo delle cliniche: aggiornate il tariffario

L’Unione poliambulatori privati lamenta aumenti sotto i livelli dell’inflazione

Ha un infarto durante il turno e si allontana per un esame. Medico licenziato

«La sanità privata accreditata è un servizio pubblico, la politica deve uscire dagli slogan». A sostenerlo è Mariastella Giorlandino, presidente Uap (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata), nel corso di una conferenza stampa promossa insieme ad Amsi, Umem e Uniti per Unire (Uxu), in programma ieri presso CEOforLife Clubhouse, a Roma.

L’evento è stato l’occasione per chiedere a gran voce la revisione delle tariffe sanitarie. «Sono due anni che combattiamo per l’adeguamento delle tariffe, ma dal Ministero sono uscite le stesse che erano quelle improponibili, ne hanno aumentate di 2.040 solo 445 di cui 158 sotto la rivalutazione Istat. Questo significa che una visita a 23 euro non si può fare», spiega Giorlandino. Presente all’evento anche il vicepresidente della sezione Sanità di Unindustria, Luca Marino, secondo cui, se da un lato è reale che «lo stanziamento del governo italiano rispetto al Pil è inferiore alla media Ocse», dall’altro «è vero che negli ultimi anni la disponibilità del fondo sanitario nazionale sta aumentando. Sicuramente non è sufficiente, e quindi servono più risorse». Valter Rufini, presidente FederAnisap (Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali di Strutture sanitarie private e accreditate al Ssn), infine, chiede «l’apertura di un apposito tavolo permanente di crisi e confronto con il ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni per pianificare una revisione periodica dei prezzi analizzando il costo effettivo delle prestazioni».

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