Impenna con la moto, perde il controllo e travolge una ragazza di 16 anni. È morta così Giulia Scimone, alle 23 di domenica, a Torre di Faro, quartiere di mare a Messina, molto frequentato in estate. Il 19enne A.M. alla guida della moto è stato arrestato per omicidio stradale ed è ai domiciliari. Giulia ce l'ha messa tutta per sopravvivere, ha lottato a lungo tra la vita e la morte, mentre una coetanea, anche lei di nome Giulia, che non la conosceva, si è fatta strada tra i volti increduli e sconvolti dei presenti, si è inginocchiata vicino a lei e le ha stretto la mano fino alla fine: "Sentivo la tua mano rispondere alla mia e continuavo a ripeterti che non eri sola si legge sul profilo della libreria di famiglia La casa di Giulia -. Poi, lentamente, ho sentito quella mano lasciarsi andare. Tutto ciò che avevo attorno a me di colpo è svanito: le macchine, i pianti, le urla tutto è divenuto un sottofondo. È una sensazione che porterò dentro per tutta la vita".
Le sirene spiegate, la folle corsa dell'ambulanza, ma le condizioni di Giulia erano disperate. La serata felice, trascorsa con gli amici in un locale vicino al luogo dell'incidente, si è conclusa in tragedia: Giulia è morta durante il trasporto in ospedale. A costarle la vita è stata la manovra spericolata di un ragazzo di poco più grande di lei. Lui è rimasto ferito, ma non gravemente, è sotto shock e adesso si attendono i risultati degli esami tossicologici e alcolemici cui è stato sottoposto. Al lavoro la polizia municipale di Messina, sezione Infortunistica, per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. "Lui impenna, la colpisce nella caduta e la sbatte con la testa a terra", questa è la dinamica secondo il nonno di Giulia, che non si dà pace. Giulia è morta proprio davanti la casa dei nonni, e poco dopo sono arrivati i genitori. Tutto è al vaglio delle autorità, che hanno acquisito i video delle telecamere di videosorveglianza della zona, che aiuteranno nella ricostruzione.
Dietro alla morte di Giulia potrebbe esserci non un episodio isolato di manovre azzardate e ad alto rischio in moto, perché la zona dove è avvenuto l'incidente viene descritta dai residenti come punto di riferimento per raduni di ragazzini in moto, che si danno appuntamento nei fine settimana e, incoscienti, imprudenti e avventati, corrono e competono azzardando, in un contesto urbano e fortemente frequentato da pedoni, manovre pericolose come quella costata la vita a Giulia.
Secondo alcuni, il 20enne non sarebbe nuovo a questo genere di spericolatezze, che riprendeva per poi postarle sui social. Le indagini andranno avanti per accertarlo.
L'intera comunità è sconvolta e si stringe attorno ad una famiglia distrutta per sempre, e anche la vita dell'altra Giulia resterà segnata. "Mia figlia è cambiata per sempre - ha scritto il padre - il suo è un dolore che difficilmente si cancellerà". E conclude: "Qualcosa deve cambiare a Messina".