Le parole di Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni sono state criticate non solo in Italia e in Europa, ma anche alcune importanti voci del mondo conservatore americano hanno preso le distanze dalle dichiarazioni del presidente Usa, tra cui Rod Dreher (in foto con il vicepresidente Usa), autore del bestseller "L'opzione Benedetto" e considerato uno degli ideologi di JD Vance.
Trump ha affermato che "La Meloni mi ha implorato di fare una foto, mi ha fatto pena", non crede queste dichiarazioni siano un errore nei confronti di un'alleata come il primo ministro italiano?
"È incomprensibile ma d'altronde gran parte di ciò che Trump dice e fa è incomprensibile. I commenti sono stati scortesi, persino scandalosi. Anche se fossero veri, e non credo che Giorgia Meloni sia il tipo di donna che implora qualcosa, un gentiluomo non avrebbe mai rivelato una cosa del genere. Che sciocco è il nostro presidente".
Le sue osservazioni contro Giorgia Meloni non rischiano di creare una divisione con l'unico governo conservatore dell'Europa occidentale mettendo i conservatori italiani, storici amici degli Stati Uniti, in una posizione difficile?
"Certo! Ancora una volta, è incomprensibile. All'inizio di quest'anno ho scritto un saggio per The Free Press a New York, quando Trump stava creando problemi riguardo la Groenlandia. Allora dissi che il presidente degli Stati Uniti stava rendendo la vita molto più difficile ai partiti conservatori e nazionalisti in Europa, i migliori alleati dell'America. Dissi che Trump stava costringendo questi partiti e politici a difendersi opponendosi all'America, che si comporta in modo prepotente. Nulla di tutto ciò ha importanza per Trump, ovviamente. Lui pensa solo a se stesso, non al miglior interesse dell'America. Onestamente, credo che Vance ami sinceramente l'Europa e voglia che gli europei si salvino dall'immigrazione di massa e dalla burocrazia mortale e nemica della libertà di Bruxelles. Ma Trump è un altro paio di maniche. L'ho sostenuto nel 2024 ma vista questa stupida guerra contro l'Iran che ha scatenato, e che si è conclusa con l'umiliazione dell'America, e visto il suo disprezzo per i nostri alleati, posso solo dire che non vedo l'ora che arrivi il 2028".
Gli attacchi costanti di Trump ai leader europei rischiano di danneggiare le relazioni transatlantiche avvantaggiando così Cina e Russia?
"Sì e non si tratta solo dei suoi attacchi ai leader europei ma anche del fatto che siano indiscriminati. Se vuole criticare Friedrich Merz o Ursula von der Leyen, va bene, se lo meritano (ma anche in quel caso dovrebbe farlo con diplomazia). Ma Giorgia Meloni? Non ha alcun senso. Pedro Sánchez, in Spagna, è un alleato molto peggiore per gli Stati Uniti, eppure Trump non dice nulla su di lui. Meloni è stata una nostra buona amica, ed è così che lui la tratta? È vergognoso, e mi fa vergognare come americano che ama l'Italia e ammira Meloni. Di certo questo comportamento avvantaggia la Cina e la Russia, specialmente la Cina. È un disastro e non fa altro che aiutare i nemici degli Stati Uniti".
Con i dazi alle aziende europee, la questione della Groenlandia e gli attacchi al Papa, Trump non sta rischiando di isolare gli Stati Uniti persino dai propri alleati?
"Rischiando? Credo che l'abbia già fatto. La mia speranza, naturalmente, è che nei prossimi anni in Europa salgano al potere partiti conservatori, nazionalisti e sovranisti. Grazie a Trump, questi partiti saranno costretti a definirsi in opposizione all'America. In tutta onestà, non credo che né J.D. Vance né Marco Rubio, i due principali candidati alla successione di Trump, condividano le opinioni di Trump sull'Europa.
Consiglierei agli europei di essere i più pazienti possibile perché Trump non resterà lì per sempre e che con il prossimo presidente, sia un repubblicano o un democratico, vedremo più buon senso alla Casa Bianca per quanto riguarda le relazioni tra Stati Uniti ed Europa".