Invasione di vu' cumprà in arrivo dalla Romagna con merci contraffatte

nostro inviato ad Ancona

Non è un allarme immigrazione. Perché ai marchigiani piace mantenere il controllo del loro territorio e le forze dell'ordine danno il loro contributo. Ma un po' di preoccupazione c'è. Da quando nella vicina riviera romagnola l'impegno della forza pubblica ha reso la vita più difficile ai venditori ambulanti, nella costa delle Marche la pressione è aumentata e così le presenze dei venditori ambulanti. Vigili urbani dei comuni della costa hanno intensificato i controlli già prima di Ferragosto. Il primo cittadino di Falconara racconta di avere due stanze piene di oggetti sequestrati. Alcuni sindaci hanno tentato di organizzare una riffa con gli oggetti degli ambulanti abusivi, ma non ci sono riusciti per ovvie ragioni burocratiche. Ma l'allarme c'è, soprattutto in alcuni comuni. A Civitanova, San Benedetto e Senigallia non si contano i teloni di ambulanti improvvisati che vendono oggetti. Occhiali, vestiti, borse. Tutti con marchi tarocchi. Scene normali, in città come Roma. Difficili da digerire in una regione come le Marche, orgogliosa della sua industria manifatturiera e delle sue griffe di abbigliamento. E infatti sono scattati sequestri, blitz da migliaia di euro. Solo a Pesaro, riportavano le cronache dei giorni scorsi, merci contraffatte per 35 mila euro sono state sequestrate. Ma le multe e la perdita delle merci non scoraggiano l'esercito del lavoro in nero più diffuso dell'estate.

Non mancano problemi di ordine pubblico, anche se più lievi di quelli della vicina costa romagnola. Da qualche giorno gli abitanti di Torrette di Fano denunciano la comparsa di strani simboli, disegnati sui portoni delle loro abitazioni. Messaggi in codice per topi di appartamento? Nella settimana di ferragosto ci sono stati episodi di violenze. A Porto Sant'Elpidio un cittadino del Marocco diciottenne ha quasi tagliato la gola a un carabiniere fuori servizio che era corso in aiuto di un barista che non voleva servire da bere al ragazzo già ubriaco. A Porto Recanati nei giorni scorsi uno spacciatore pakistano ha accoltellato un cliente. Le forze dell'ordine della regione sono alle prese con la repressione della prostituzione in forte aumento e ormai monopolio di organizzazioni in mano a stranieri. L'ultimo caso è quello di un call center del sesso che agiva tra Trento e le Marche, organizzato da una donna del Sudamerica.

Episodi micro, che vedono come protagonisti quasi sempre immigrati. Ma c'è anche dell'altro. Da qualche settimana c'è stata una strana sequenza di incendi dolosi che ha colpito bar, ristoranti, locali privati e automobili. Fatti che ricordano quelli accaduti anni fa nella vicina Umbria e che poi si sono rivelati essere episodi legati a criminalità organizzata. In questo caso tutta made in Italy.

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