Il voto di oggi in Sassonia-Anhalt è diventato qualcosa di più di una semplice elezione locale nell’est della Germania. Mobilitazione degli elettori, manifestazioni di piazza, attenzione dei media: la vigilia è stata accompagnata da un crescendo di eventi di tutti gli schieramenti come se la posta in gioco non fosse la guida di un Land, ma la cancelleria di Berlino e (forse) la democrazia tedesca.
I sondaggi da mesi prevedono una netta affermazione dell’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) che potrebbe diventare primo partito con oltre il 40%. Resta ancora da vedere se avrà i seggi sufficienti per governare, vista la netta indisponibilità da parte di tutti gli altri partiti. E sono tanti, politici e non, quelli che nelle ultime ore di campagna elettorale hanno voluto esprimere apertamente il loro rifiuto all’AfD.
«Non permetteremo a queste persone di distruggere il nostro Paese con le loro parole - ha dichiarato il cancelliere Friedrich Merz - Dobbiamo affrontare meglio il confronto con questo partito, confrontarci con i contenuti e anche con la scelta delle parole». E a Martin Reichardt, presidente regionale dell’AfD in Sassonia-Anhalt, che aveva definito lo Stato «una feccia pigra e drogata», Merz ha risposto che «siamo una democrazia stabile e consolidata».
Intanto la piazza del Duomo di Magdeburgo, capitale del Land è diventata il palcoscenico del «Festival della democrazia»: migliaia di persone e almeno 300 associazioni sotto lo slogan «Sassonia-Anhalt Welt offen» (aperta al mondo), nato due anni e mezzo fa per contrastare la deriva dell’ultradestra. «Siamo sempre stati attivi nella DDR e anche in vista della caduta del muro. Oggi ci battiamo per le minoranze, a difesa di chi viene emarginato, a difesa dei diritti delle donne e dei bambini, delle comunità Lgbt» ha dichiarato all’Ansa uno dei fondatori del festival. È una piazza cosmopolita che riunisce tante anime della società civile tedesca: Ong, ambientalisti, sindacati e comuni cittadini. Anche la Chiesa, sia cattolica sia protestante, hanno voluto far sentire la loro voce. «Noi abbiamo una posizione molto chiara: AfD non è votabile per un cristiano. L’idea dell’umanità di Alternative für Deutschland non è compatibile con il cristianesimo» ha ribadito Peter Herrfurth, esponente della chiesa evangelica.
Ma l’estrema destra non si lascia scoraggiare e chiude la campagna elettorale con ottimismo. «I cittadini e il popolo hanno bisogno di sapere chi in questo paese difende gli interessi dei tedeschi, chi lotta per la Germania e chi non ne parla nemmeno» ha detto il co-leader di AfD Tino Chrupalla chiudendo la campagna. «Siamo il partito del futuro, delle famiglie e dei giovani, tutto è possibile e questa è la nostra visione. Domani Ulrich Siegmund scriverà la storia e sarà il primo ministro-presidente dell’AfD» ha chiosato l’altra co-leader, Alice Weidel.
