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Politica estera

La Sassonia al voto. Merz (e la Chiesa) contro l’“onda nera”

Il cancelliere avverte: “Non permetteremo a queste persone di distruggere il Paese”

(L-R) AFD's Matthias Buettne, Ulrich Siegmund, top candidate in the Saxony-Anhalt state election for the far-right Alternative for Germany (AfD) party, and federal AfD co-leaders Alice Weidel and Tino Chrupalla take to the stage at a campaign event in Magdeburg, eastern Germany, on September 5, 2026, one day before regional elections in the eastern federal state of Saxony-Anhalt. Germany faces a landmark regional election on September 6, 2026 in the ex-communist east where the far-right Alternative for Germany (AfD) party is easily expected to win and has its sights on heading its first state government. While it is far from assured that Alternative for Germany will win enough votes to rule the state alone, topping the polls in Saxony-Anhalt state would heap pressure on Chancellor Friedrich Merz and spell another boost for the anti-immigration party. (Photo by Ronny HARTMANN / AFP)

Il voto di oggi in Sassonia-Anhalt è diventato qualcosa di più di una semplice elezione locale nell’est della Germania. Mobilitazione degli elettori, manifestazioni di piazza, attenzione dei media: la vigilia è stata accompagnata da un crescendo di eventi di tutti gli schieramenti come se la posta in gioco non fosse la guida di un Land, ma la cancelleria di Berlino e (forse) la democrazia tedesca.

I sondaggi da mesi prevedono una netta affermazione dell’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) che potrebbe diventare primo partito con oltre il 40%. Resta ancora da vedere se avrà i seggi sufficienti per governare, vista la netta indisponibilità da parte di tutti gli altri partiti. E sono tanti, politici e non, quelli che nelle ultime ore di campagna elettorale hanno voluto esprimere apertamente il loro rifiuto all’AfD.

«Non permetteremo a queste persone di distruggere il nostro Paese con le loro parole - ha dichiarato il cancelliere Friedrich Merz - Dobbiamo affrontare meglio il confronto con questo partito, confrontarci con i contenuti e anche con la scelta delle parole». E a Martin Reichardt, presidente regionale dell’AfD in Sassonia-Anhalt, che aveva definito lo Stato «una feccia pigra e drogata», Merz ha risposto che «siamo una democrazia stabile e consolidata».

Intanto la piazza del Duomo di Magdeburgo, capitale del Land è diventata il palcoscenico del «Festival della democrazia»: migliaia di persone e almeno 300 associazioni sotto lo slogan «Sassonia-Anhalt Welt offen» (aperta al mondo), nato due anni e mezzo fa per contrastare la deriva dell’ultradestra. «Siamo sempre stati attivi nella DDR e anche in vista della caduta del muro. Oggi ci battiamo per le minoranze, a difesa di chi viene emarginato, a difesa dei diritti delle donne e dei bambini, delle comunità Lgbt» ha dichiarato all’Ansa uno dei fondatori del festival. È una piazza cosmopolita che riunisce tante anime della società civile tedesca: Ong, ambientalisti, sindacati e comuni cittadini. Anche la Chiesa, sia cattolica sia protestante, hanno voluto far sentire la loro voce. «Noi abbiamo una posizione molto chiara: AfD non è votabile per un cristiano. L’idea dell’umanità di Alternative für Deutschland non è compatibile con il cristianesimo» ha ribadito Peter Herrfurth, esponente della chiesa evangelica.

Ma l’estrema destra non si lascia scoraggiare e chiude la campagna elettorale con ottimismo. «I cittadini e il popolo hanno bisogno di sapere chi in questo paese difende gli interessi dei tedeschi, chi lotta per la Germania e chi non ne parla nemmeno» ha detto il co-leader di AfD Tino Chrupalla chiudendo la campagna. «Siamo il partito del futuro, delle famiglie e dei giovani, tutto è possibile e questa è la nostra visione. Domani Ulrich Siegmund scriverà la storia e sarà il primo ministro-presidente dell’AfD» ha chiosato l’altra co-leader, Alice Weidel.

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