Rimini Pace fatta. Almeno in apparenza. Matteo Salvini e Attilio Fontana si incontrano al meeting di Rimini. Si stringono la mano in segno di amicizia, nonostante le tensioni delle scorse settimane. A un polverone alzato proprio dal presidente della Lombardia che ha messo in discussione la leadership del Capitano. «Per fortuna non si sono baciati - ironizza qualche leghista - altrimenti il titolo lo avevate già: il bacio di Giuda». Qualcuno nella Lega non è convinto che Fontana abbia messo da parte i rancori, per molti si è semplicemente «arreso» dopo aver fallito «l’assalto» alla segretaria federale. In pochi hanno seguito Fontana e il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo.
A Rimini, però, è andata in scena la tregua. Un faccia a faccia con il governatore che da Ferragosto chiede una guida più collegiale del partito, allargata ai presidenti del Nord. Salvini non sembra preoccuparsi: «Non mi inquieta nulla». Anzi rilancia: «Sono orgoglioso, tranquillo e determinato a vincere anche le prossime elezioni politiche con la Lega, forza di governo ampiamente sopra il 10%». Sulla gestione collegiale ricorda che è così «da sempre». Archiviata, almeno per il momento, la pratica Fontana, Salvini sposta il mirino su Roberto Vannacci. Il leader di Futuro nazionale «attacca ogni giorno il governo» e in Calabria un suo esponente correrà contro il centrodestra. Sull’aborto il Capitano marca le distanze: «Sono per la vita, però vorrei andare avanti, non tornare indietro». Stesso discorso sull’educazione militare dei figli: «Decidono la mamma e il papà, non un generale». Poi la porta che si chiude: «Se ti candidi contro, non puoi chiedere di entrare» nel centrodestra.
Salvini guarda già alle politiche del 2027, e dice che si voterà alla scadenza naturale: «Non mi preoccupano né la Schlein, né Conte, né Vannacci». Al centro dell’azione di governo della Lega c’è l’Autonomia, tema che inevitabilmente si intreccia con i malumori del Nord. Salvini garantisce che arriverà «con questo governo e con questo segretario» e rivela che anche alcune Regioni del Centro-Sud di centrodestra sarebbero pronte a chiedere nuove competenze. «Ho nomi e cognomi, però non voglio anticipare». Il Veneto dovrebbe muoversi nei prossimi giorni, la Lombardia a inizio settembre. Resta il passaggio davanti alla Corte costituzionale, ma il segretario ostenta sicurezza: «Lo supereremo, sono ottimista per natura». Dopo giorni di veleni, Rimini consegna alla Lega la fotografia della riconciliazione. Matteo Salvini lo ha detto: «Nessun passo di lato o indietro. Solo passi avanti».
