Governo spagnolo all’attacco dell’esecutivo italiano, almeno secondo quanto riferisce la stampa iberica. Ad accendere le polveri sarebbe stato il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares, che secondo le fonti iberiche avrebbe dichiarato che “è assurdo, è inutile ed è una vergogna perché mina lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei”. La reazione è scattata all’annuncio italiano di una ulteriore proroga della sospensione di Schengen sui confini marittimi e terrestri con la Spagna a fronte della crisi migratoria di fine luglio a Ceuta, ancora irrisolta nonostante i proclami. A suo avviso la decisione è stata presa in termini di “politica interna”: sia la premier che il ministro Tajani non si stanno comportando come “leader europei all’altezza della situazione”.
Parlando con i giornalisti in parlamento, Albares avrebbe riferito di aver parlato con i leader di Vox e del Pp, chiedendo loro di fare da portavoce con Tajani e Meloni in merito alle sue rimostranze, e ha anche riferito ai media che attualmente l’Italia ha “il doppio degli ingressi irregolari rispetto alla Spagna” e ha ricordato che nel 2023, quando il governo italiano non è stato in grado di gestire l’arrivo di immigrati sull’isola di Lampedusa, “non solo abbiamo offerto la nostra solidarietà, come abbiamo fatto in molte altre situazioni, ma abbiamo addirittura accolto i migranti irregolari portandoli in Spagna”. Va ricordato però che la Spagna concede la bandiera alla Ong Open Arms, che negli anni ha portato migliaia di migranti in Italia, e non in Spagna, e che nelle ultime ore ha annunciato di avere in programma una nuova missione.
Tajani risponde al ministro Albares con un post social: “L’Italia applica le regole e i Trattati europei con l’unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini. La reazione del governo spagnolo alla decisione italiana di proseguire con la sospensione di Schengen appare quindi fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva”.
A Ceuta ci sono migliaia di migranti ancora in numero indefinibile, si parla di 8.000 o forse più. Alcuni minori sono stati portati nella penisola, nonostante la Spagna avesse garantito che nessuno sarebbe entrato in Spagna di quelli arrivati con l’invasione del 31 luglio, e Ceuta è al collasso. In più, come raccontano le cronache locali, sono già numerosi gli irregolari arrestati dopo l’assalto che sono stati già espulsi in passato dall’Europa o dalla stessa spagna per reati connessi al terrorismo internazionale e alla jihad. L’Italia, come già dichiarato, non sta agendo contro la Spagna ma a tutela della propria sicurezza nazionale, esattamente come già fanno altri Paesi, Germania in primis.
