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Politica

L'appello degli accademici: "Ecco perché il ddl Cirinnà va bocciato"

Un gruppo di 30 tra professionisti e accademici ha firmato una petizione contro l'approvazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili

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Il ddl Cirinnà, le nozze gay, le unioni civili e la stepchild adoption non sono solo principi relegati al mondo della politica o all'universo, eterogeneo, delle piazze contrapposte. Anche il mondo accademico e quello dei professionisti si mobilita. Sbaglia Renzi a minimizzare il dibattito è a ridurre il tutto ad un semplice "siamo indietro rispetto al resto d'Europa".

Il tema è delicato, tanto che ritrovarsi un passo indietro potrebbe significare rimanere saldamente sulla terraferma piuttosto che gettarsi nel mare. La questione investe i diritti dei bambini (ad avere un padre ed una madre) e quelli degli adulti (che vogliono a tutti i costi un pargolo anche quando natura non lo permette). Quale dei due farà prevalere la legge voluta dal Pd? Il secondo. In barba ai bisogni dei piu piccoli. Perché, parliamoci chiaro: la legge così com'è impostata non va incontro solo il riconoscimento del diritto all'assistenza sanitaria di un partner (e altre richieste delle coppie gay), ma paragona le unioni al matrimonio; e coinvolge in questo anche l'adozione dei bambini. Oggi con la stepchild adoption, domani con quella classica.

Per questo 30 tra professionisti e accademici hanno firmato una petizione ("Con la ragione, oltre gli steccati") contro il ddl firmato e sostenuto dalla senatrice Monica Cirinnà. Sono "pedagogisti, giuristi, filosofi, sociologi, medici e altre figure competenti in ambito antropologico". Una bocciatura senza se e senza ma. Quindi senza possibili mediazioni. Quelle che invece si stanno cercando in Parlamento in questi giorni, sempre che il governo non decida di tirare dritto senza modificare nulla dell'impianto della legge. Una norma "non adeguatamente esaminata nei suoi fondamenti antropologici". Quindi ideologica e mal impostata. Se non pericolosa.

"Affermiamo - si legge nell'appello - la priorità del nucleo familiare madre-padre-figli rispetto ad una visione atomistica in cui si viene di fatto ridotti a consumatori di diritti fruibili in base alle leggi del mercato". Poi l'affondo contro l'utero in affitto: "Ribadiamo il valore del corpo umano che non può essere ridotto ad oggetto di mercificazione; e il rifiuto di una concezione che considera gameti, organi e il corpo delle donne come 'cose', beni giuridici disponibili e mezzi utilizzabili a fini riproduttivi".

Infine, si sottolinea come per la corretta formazione del bambino che diventa uomo sia necessario che la società si sviluppi intorno alla famiglia così come stabilita dalla Costituzione: "Bisogna riabilitare l'evidenza, oggi oscurata, che è nella rete bio-psico relazionale inter e intrafamigliare che si sviluppa la persona umana".

I firmatari dell'appello hanno deciso di non indicare l'Università di appartenenza perché "è la persona che pensa, scrive e firma il suo pensiero e va distinta dal suo eventuale ruolo ricoperto in fondazioni, Università o altro". "Ciò di cui stiamo parlando - dice a IlGiornale.it la dott.ssa Chiara Atzori - sono fondamenti antropologici, pre-confessionali, pre-partitici, di ragione. Non questioni universitarie".

E dopo l'allarme dei giorni scorsi diramato dal presidente della Società italiana di pediatria, secondo cui "non sono da escludere danni per i bambini adottati da coppie omosessuali", forse sarebbe il caso di riflettere sugli interrogativi posti da esperti e studiosi. Invece di farsi guidare dalla fretta renziana e dall'ideologica volontà di piantare a tutti i costi la bandierina dei diritti civili.

I firmatari

Giovanna Arminio, avvocato,

Chiara Atzori medico infettivologo

Alessandro Benigni, docente di Filosofia

Monica Boccardi avvocato

Paola Bonzi

Lorenzo Borrè, avvocato

Belinda Bruni

Samuele Cognigni psicologo

Serena Del Zoppo medico ginecologo

Mariella Ferrante, insegnante

Luisa Fressoia pedagogista

Michael Galster

Giuliano Guzzo, sociologo

Giorgio Gobbi, psicologo

Gianluca Marletta, antropologo

Nicola Natale, medico ginecologo

Giuseppe Noia, ginecologo

Maristella Paiar, avvocato

Enzo Pennetta, biologo e dottore in farmacia

Piercarlo Peroni, avvocato

Furio Pesci , pedagogista

Giancarlo Ricci, psicoterapeuta, saggista

Giovanna Rossi, sociologa

Giancarlo Rovati, sociologo

Paolo Scapellato, psicologo

Paolo Sorbi , sociologo

Giovanni Stelli, filosofo

Luca e Paolo Tanduo, ingegneri

Aldo Vitale, avvocato bioeticista

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