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Magistratura

La banda minacciata: “Schiaffi a Lavitola”

Pressioni sui detenuti nel tentativo di bloccare la prossima confessione del faccendiere, in programma il 7 settembre

Faccendiere Valter Lavitola potrebbe essere di nuovo ascoltato dai pm. Il suo legale ha fatto sapere che sarebbe disposto a ulteriori chiarimenti sulle ragioni dell'attentato

Valter Lavitola è stato schiaffeggiato durante l’ora d’aria nel carcere di Rebibbia con l’obiettivo, probabilmente, di fargli ritrattare la prima confessione sull’attentato contro Sigfrido Ranucci e di bloccare la prossima fissata il 7 settembre 2026. L’episodio spunta fuori delle 9 ore di interrogatorio reso da Pallegrino D’Avino e Antonio Passariello, i due accusati di essere gli autori materiali del raid contro Mr Report del 16 ottobre 2025. Il 27 agosto scorso, i bombaroli hanno reso dichiarazioni al pm Edoardo De Santis, fornendo ulteriori tasselli al grande giallo dell’estate. L’aggressione che si è consumata in carcere contro l’ex editore dell’Avanti, mandante reo confesso della bomba contro il suo amico Ranucci, è riportata nel verbale di interrogatorio in mano ai giudici. Non solo Lavitola è stato schiaffeggiato, ma anche i bombaroli hanno subìto pressioni e minacce velate da parte di altri detenuti affinché non confessassero le proprie responsabilità sulla bomba contro Ranucci. Pellegrino D’Avino a domanda del giudice spiega: «Voglio chiarire che durante la mia detenzione (Rebibbia) poiché su diversi telegiornali è stata comunicata la mia intenzione di rendere interrogatorio, durante l’ora d’aria sono stato più volte avvicinato da alcuni detenuti, che avendo appreso i motivi per cui sono stato arrestato mi hanno invitato a non rendere dichiarazioni, senza minacciarmi esplicitamente. Lo stesso qualche sera fa nella mia cella, quando mi è stato consigliato di non rendere l’interrogatorio».

D’Avino rivela poi l’aggressione contro Lavitola: «Nella stessa giornata avevo appreso da alcuni detenuti che il mio coindagato Valter Lavitola è stato schiaffeggiato durante l’ora d’aria». È un racconto che apre uno scenario inquietante. Chi non vuole la verità sul caso Ranucci? Lavitola ha chiesto di chiarire i punti che risultano oscuri alla Procura e renderà dichiarazioni spontanee per la terza volta il prossimo 7 settembre. E quella potrebbe essere un’udienza decisiva per far luce su tanti ombre che ruotano sulla bomba contro il fu Mr Report. Qualcuno sta provando a bloccare la confessione bis di Lavitola? Gli schiaffi al faccendiere diventano un indizio importante perché sono avvenuti nelle stesse ore in cui anche i bombaroli hanno subito pressioni e minacce. Dai verbali emergono altri dettagli sulla spedizione del 16 ottobre 2025 a Torvaianica. A piazzare e far esplodere materialmente la bomba raccontano D’Avino e Passariello al pm sono stati Saverio Mutone e Antonio Passariello. A spedizione compiuta i bombaroli avrebbero fatto una videochiamata da fuori casa Ranucci con l’auto fiamme per confermare l’avvenuta esecuzione dell’azione. Dettagli e retroscena che emergono dall’inchiesta in mano alla Direzione distrettuale antimafia di Roma.

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