Milano Si chiude la vicenda giudiziaria di Alessia Pifferi (nella foto): diventa definitiva la condanna a 24 anni di carcere per la donna che a Milano nel luglio del 2022 ha lasciato morire di stenti la figlia Diana, di soli 18 mesi. Ieri la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello, nel rigettare i ricorsi sia della Procura generale di Milano sia della difesa.
In primo grado Alessia Pifferi era stata condannata all'ergastolo per omicidio volontario aggravato. "Per noi è una sconfitta, perché speravamo che la Suprema Corte potesse mitigare un po' il trattamento sanzionatorio", ha dichiarato dopo la sentenza di ieri l'avvocato Cristian Scaramozzino, difensore della 40enne. Mentre l'avvocato Emanuele De Mitri, legale di parte civile che assiste la zia e la nonna della piccola vittima: "Non è l'esito che ci aspettavamo, perché pensavamo che si potesse quantomeno annullare la sentenza di secondo grado sull'aspetto delle attenuanti generiche. Accettiamo comunque questa decisione che mette la parola fine a questa triste vicenda".
Durante l'udienza il pg di Cassazione, Valentina Manuali, aveva chiesto - accogliendo l'istanza della Procura generale di Milano - un processo d'Appello bis sul nodo delle attenuanti generiche, appunto riconosciute in secondo grado, e l'eliminazione della libertà vigilata. La difesa da parte sua aveva sollecitato una diversa quantificazione della pena e una riqualificazione del reato in morte in conseguenza di abbandono di minore.