L'asse a sorpresa Letta-Renzi disinnesca la mina Casellati: "Scheda bianca senza novità"

"Tutto ancora per aria, domani (oggi, ndr) voteremo ancora scheda bianca", dice Enrico Letta ai suoi grandi elettori riuniti a tarda sera

L'asse a sorpresa Letta-Renzi disinnesca la mina Casellati: "Scheda bianca senza novità"

«Tutto ancora per aria, domani (oggi, ndr) voteremo ancora scheda bianca», dice Enrico Letta ai suoi grandi elettori riuniti a tarda sera. Tutto rinviato, spiega, «non per colpa nostra» ma perché la situazione «è complicatissima» per la «sovrapposizione del perimetro» della maggioranza di governo con quella delle diverse coalizioni.

Ma «l'operazione Casellati è stata sventata, e ora bisogna lavorare ad una operazione condivisa», mantenendo «i nervi saldi». Il leader dem rivendica di aver spinto il centrodestra a «cambiare linea e fare i conti con la realtà», evitando il tentativo di «sfondamento al Colle». Poi parla alle correnti del proprio partito, avvertendo che «ci sarà chi sarà più contento e chi meno», a seconda del candidato su cui si andrà a finire, ma in ogni caso il nome dovrà «tenere insieme tutta la maggioranza», e «assicurare la durata della legislatura». Due accenni agli alleati: mentre «Renzi ha aiutato» a «stoppare» la Casellati, l'alleanza con M5s «non è semplice».

La terza, lunga giornata di melina sul Quirinale, vista dal Pd, si svolge in un clima di tensione crescente. Anche all'interno, ovviamente: Letta sa bene che c'è un'area ampia del suo partito che lavora per contro proprio sul nome di Casini, che non è certo la sua prima opzione ma che - se mai si materializzasse davvero - non potrebbe subire come imposizione delle correnti, quella di Franceschini in testa. Il quale avrebbe grandi difficoltà a riposizionarsi su Draghi dopo aver lavorato esplicitamente contro.

E non è un caso se, nel pomeriggio di ieri, i pro-Casini del Pd facevano girare la voce che «Letta ha ormai mollato su Draghi», mentre dall'ala pro-Draghi rispondevano: «Neppure per sogno, anzi il tempo lavora a favore del premier».

C'è il timore di una resurrezione gialloverde, con Conte che corre dietro a Salvini e entrambi che corrono mano nella mano verso il voto anticipato, spaccando la maggioranza di governo su un nome come quello della Casellati. «Salvini ci sembra in modalità Papeete invernale», dice Enrico Borghi, membro della segreteria dem. Non cita Conte, ma si intuisce che il dubbio è che stavolta anche Giuseppi sia con il mojito in mano, perché andare rapidamente al voto sarebbe la sua assicurazione di poter restare leader del partito, o quel che ne resta. Non a caso i dem (ma anche, dentro i Cinque stelle, Grillo e Di Maio) lanciano avvertimenti aspri: «Così salta tutto». Alleanza, governo e - quel che può più spaventare i grandi elettori, grillini in testa - legislatura. Con un tweet dai toni aspri, Letta definisce «operazione mai vista nella storia del Quirinale, assurda e incomprensibile» la candidatura del presidente del Senato, «insieme all'opposizione e contro i propri alleati di governo».

Una novità di queste ore è che, ormai in rotta di collisione con Conte, Letta sembra aver trovato un nuovo asse con l'ex nemico Matteo Renzi, con cui ieri ha avuto un lungo incontro. Ed è proprio l'ex premier e oggi leader di Italia viva, che si muove con estrema agilità su un campo da gioco irto di trappole come quello della partita quirinalizia, a mettere sul piatto una possibile soluzione che tenga dentro Salvini, facendogli abbandonare l'ipotesi Casellati su cui «rischiate di andare a sbattere». «Troviamo un nome, va bene Casini e va bene Draghi, che è una garanzia per tutti: se Salvini si convincesse sul suo nome, il nuovo governo si fa in un minuto».

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