Il 17 ottobre 2025, giorno dopo l’attentato contro Sigfrido Ranucci, il camerunense Clesio Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola, è preoccupato. Non nasconde la paura per quella bomba piazzata contro un personaggio famoso. I tg rimbalzano la notizia. I timori vengono riferiti da Pellegrino D’Avino, uno degli autori materiali dell’attentato, nell’interrogatorio reso il 27 agosto scorso. Al pm Edoardo De Santis il bombarolo racconta quel pomeriggio: «Il mattino seguente, il 17 ottobre incontrai Gomes per ritirare la somma pattuita. Notai che Gomes era molto preoccupato. Mi chiese un incontro e mi portò in una strada che si trova nei pressi dell’abitazione della mia compagna dove c’era un terreno che Gomes diceva di essere di proprietà del suocero. Nella circostanza, dopo avermi fatto lasciare il cellulare, mi confidava che l’abitazione colpita era quella di un giornalista, cosa che lui stesso aveva appreso dopo. Ricordo che nella circostanza mi disse che qualora ci fossero stati problemi giudiziari, mio padre (Antonio Passariello) doveva riferire che l’attentato era stato commissionato dagli albanesi di Ostia». Sono passate poche ore e il factotum già teme di essere beccato. Poi D’Avino incassa i soldi che distribuisce tra Mautone e Passariello. Da inserire in questo incontro un passaggio importante: Clesio, prima di incontrare D’Avino, si reca a Roma. La sua cella telefonica viene agganciata a Monteverde, zona del ristorante di Valter Lavitola. Alle 16 riprende il treno e rientra a Napoli.
Il 13 aprile del 2026 lo stesso Tavares abbandonerà l’Italia con un volo Air France per andare in Camerun. Nonostante la «fuga» mantiene i contatti con Lavitola. Il 25 maggio Gomes parla con la moglie (Gelsomina Tuorto). La donna è arrabbiata: «Fammi capire. Sarà sempre così? Devo parlare con lui? Voglio capire per quanto tempo devo sopportare questa distanza... Tutti questi mesi poi?». Nel corso della conversazione pare di capire che il viaggio di Clesio in Camerun sia dovuto ai progetti in comune con Lavitola. La moglie dice: «Io voglio fare una telefonata a Valter». Clesio: «Fai quello che vuoi». La moglie: «Posso chiamarlo?». Clesio: «Fai quello che vuoi». La moglie: «Da quanto non lo senti?», e Clesio: «Da stamattina». Quei timori, quel blitz la mattina dopo l’attentato a Roma da Lavitola: il ritorno in Italia di Tavares diventa uno snodo chiave per chiarire i tanti misteri che ancora accompagnano il grande giallo dell’estate. Domani alle 10 presso il carcere di Rebibbia ci sarà il riesame di Lavitola. I legali del faccendiere hanno messo a punto una memoria difensiva di 60 pagine per chiarire il movente dell’attentato e i legami con Ranucci. E Lavitola punta a far crollare l’aggravante mafiosa.
