Ilaria Salis colpisce ancora. Ormai è una raffica. L’europrodigio della Bonelli&Fratoianni ha toccato vette finora inesplorate, e non era facile: sui social ha pubblicato un messaggio di supporto a Rima Hassan, europarlamentare siriana naturalizzata francese (è del partito Le France Insoumise), la quale è accusata di apologia di terrorismo.
La collega, anche lei eletta per meriti guadagnati sul campo, ad aprile era stata fermata dalla polizia francese dopo la pubblicazione di un post, del mese prima, in cui celebrava il comunista giapponese Kozo Okamoto, autore del massacro all’aeroporto di Ben Gurion nel ’72, il principale scalo israeliano. Okamoto è stato condannato all’ergastolo. Hasan, durante i controlli di polizia, sarebbe stata sorpresa con delle piccole quantità di droga sintetica, cosa che però lei nega. Sostiene che la volessero incastrare.
Lo sostiene anche la Salis a proposito del manganello retrattile che le avrebbero infilato nel marsupio i poliziotti ungheresi, ma l’immunità parlamentare ha fermato il processo. Hassan è pronta a usare la stessa strategia. Veniamo al messaggio della Salis: “La procura ha chiesto per Rima dieci mesi di reclusione e dieci mesi ineleggibilità. Una richiesta che ha tutto il sapore di un’intimidazione politica. L’establishment complice del genocidio e impegnato in una sistematica campagna di demonizzazione della sinistra vuole mettere a tacere una delle voci più coraggiose e scomode della politica europea (…) Ma chi lotta sa di poter andare incontro anche a questo e lo farà sempre a testa alta. Forza Rima, siamo con te”. Due settimane fa la Salis ha manifestato col centro sociale Lambretta sotto la bandiera partigiana che si rifà al criminale Tito. Oggi si schiera dalla parte di chi è accusato di apologia di terrorismo. Bonelli e Fratoianni tacciono (come il Giornale ha spiegato temono che la Salis si prenda il partito, ormai sempre più estremista) e pensano solo a imbullonarsi in parlamento. Moglie compresa, nel caso di Fratoianni.
