Nella mente di Leone XIV c'è un filo rosso che lega l'anniversario dei 250 anni dall'Independence Day e la visita pastorale di oggi a Lampedusa: i migranti. Nel suo intervento in videocollegamento alla cerimonia di consegna della Liberty Medal a Filadelfia, Prevost ha celebrato la "visione dei padri fondatori della nazione a rendere l'America sinonimo di libertà mentre il Paese apriva le sue porte a successive ondate di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione". Parole che arrivano alla vigilia del viaggio sull'isola siciliana interamente dedicato al tema migratorio. Un doppio schiaffo per l'amministrazione Trump che aveva già dovuto digerire il "bidone" del connazionale più illustre del mondo alle cerimonie del semiquincentenario. Infatti l'uscita papale arriva nel pieno delle polemiche in America per la proposta del presidente Trump di far modificare al Congresso lo ius soli nonostante la recente bocciatura della Corte Suprema. In ogni caso, l'elogio del ruolo delle migrazioni nella storia degli States fatta da Leone non rovinerà la festa del tycoon che si è ormai arreso all'idea di non avere un Papa "trumpiano". Il pontefice si è però riconosciuto come "figlio di un grande Paese" auspicando che "i nobili ideali sanciti all'inizio della Dichiarazione d'Indipendenza possano continuare a guidare la prosperità della nazione nell'unità, nella giustizia e nella pace". L'attenzione alla questione migratoria nell'azione pastorale di Prevost toccherà l'apice proprio nell'odierna mattinata a Lampedusa con impegni che richiameranno alla memoria il suo predecessore Francesco. Leone rientrerà in Vaticano già ad orario di pranzo. Nel discorso di ieri per la Liberty Medal, intanto, ha delineato la sua idea di America che non è soltanto riconoscimento del contributo dei migranti nei suoi 250 anni di storia, ma anche rifiuto dell'aborto e dell'eutanasia. Il Papa di Chicago ha parlato di "venerazione" per la vita augurandosi che possa ispirare "leggi che riconoscano e tutelino questo dono dal concepimento fino alla morte naturale". Questa è la linea di Leone raccomandata anche ai vescovi americani: mantenersi inflessibili nella difesa dei principi non negoziabili e predicare allo stesso modo l'accoglienza e il rispetto dei migranti. Per Prevost l'impegno dell'episcopato a stelle e strisce contro le strette sull'immigrazione di Trump è di maggiore interesse rispetto allo scisma lefebvriano. Non è da escludere che il Papa sia rimasto sorpreso dal clamore mediatico provocato dallo strappo di una realtà che già da tempo non era più pienamente in comunione con Roma.
E ieri ha dovuto incassare un nuovo attacco da Davide Pagliarani, superiore della Fraternità, che in una lettera per rispondere alla scomunica ha detto di aver chiesto "un gesto di paternità" e di aver ricevuto "una pietra".