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Vaticano

Papa Leone alla famiglia del bosco: “Prego per voi”

La lettera era stata inviata al Papa mentre la coppia era impegnata in una battaglia legale per ottenere il ricongiungimento dei figli

Famiglia nel bosco, la casa è pronta ad accogliere i bambini. Pillon: "Incontro tra genitori, tutrice e curatrice"

Papa Leone XIV assicura di «ricordare loro e la loro famiglia nelle sue preghiere». È questo il messaggio che il Santo Padre ha fatto pervenire a Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, noti alle cronache come la «famiglia del bosco» e al centro di un lungo contenzioso legale in merito alla loro idoneità come genitori dei tre figli minorenni, attualmente ospitati in una casa famiglia a Vasto in provincia di Chieti. La coppia aveva inviato una lettera al Pontefice lo scorso 28 maggio.

A dare la notizia è stato il loro legale, l’ex senatore della Lega Simone Pillon. «Avevano chiesto il suo interessamento e le sue preghiere per la vicenda che ha coinvolto i loro figli - sottolinea Pillon - Nella missiva, avevano anche ringraziato il Papa per le parole utilizzate nella sua enciclica in merito al diritto primario e inalienabile dei genitori di scegliere il tipo di educazione e formazione impartita ai loro figli».

Nathan e Catherine «ringraziano di cuore il Santo Padre per la Sua paterna attenzione e le preghiere, e auspicano che il suo intervento nella vicenda possa favorire il ritorno urgente in famiglia dei tre figli già per queste vacanze estive. Ringraziano anche per le numerosissime attestazioni di solidarietà e preghiere che continuano a ricevere da tutta Italia».

La lettera era stata inviata al Papa mentre la coppia era impegnata in una battaglia legale per ottenere il ricongiungimento dei figli, collocati presso la casa famiglia in esecuzione di un provvedimento del Tribunale dei minori dell’Aquila. Il 25 giugno scorso è stata presentata un’istanza per il ricongiungimento, mentre il 7 agosto è stato depositato un sollecito.

La vicenda era nata in merito alle condizioni in cui la famiglia viveva da quando nel 2021 avevano acquistato un casolare nei boschi di Palmoli, sempre in provincia di Chieti. L’abitazione non disponeva di acqua corrente, bagni ed elettricità ed era stata ritenuta dai servizi sociali inadatta a ospitare minori. Dopo la sospensione della potestà genitoriale, i bambini avevano iniziato a prendere lezioni da una maestra in pensione mentre i genitori si era spostati in un’abitazione alla periferia di Palmoli messa a disposizione dal comune. La sentenza potrebbe arrivare nei prossimi giorni o slittare a dopo l’estate.

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