Ennesima tragedia in acqua, ieri, a Como, dove una bambina di 10 anni si è tuffata nel lago del capoluogo e non è più riemersa. Negli ultimi giorni di quest'estate caldissima sono stati tanti gli incidenti con giovani vittime tradite da piscine, fiumi o laghi.
Il dramma si è consumato in pieno centro, davanti al Tempio Voltiano, una delle aree più frequentate dai turisti. La piccola era con i genitori di origini marocchine al parco pubblico che si trova proprio sul litorale cittadino. Verso le tre del pomeriggio la bimba stava giocando in acqua con alcuni coetanei quando è stata vista tuffarsi senza più riemergere, in un punto dove il terreno scende a precipizio. Proprio in quell'area - nonostante il divieto di balneazione stabilito dalle ordinanze locali per vie delle insidie del fondale e delle correnti - in passato ci sono stati diversi episodi di annegamento. L'allarme è scattato immediatamente. I presenti, vedendo che la bambina era stata inghiottita dall'acqua, hanno chiamato il numero unico delle emergenze facendo scattare una massiccia operazione di soccorso. Nel giro di pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco con i sommozzatori, assieme al personale sanitario del 118 e alla polizia, mentre un elicottero perlustrava la zona dall'alto. Il corpo è stato trovato solo in tarda serata.
Sempre ieri per poco è stato sventato un altro dramma, come quello che pochi giorni fa ha ucciso una 11enne di Bergamo rimasta impigliata con i capelli nel bocchettone di una piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante, dove era in vacanza con i genitori. In questo caso, invece, la bambina si stava facendo il bagno nella piscina di un centro ricreativo del Trevigiano quando è restata incastrata con una gamba nella pompa di ricircolo. Fortunatamente è stata soccorsa e se l'è cavata solo con un grosso livido e tanto spavento.
La famiglia ha comunque deciso di rendere pubblico l'episodio proprio dopo i recenti casi di cronaca che hanno portato in primo piano il problema della pericolosità di alcuni impianti non a norma. "Se invece della gamba fosse stato un braccio? E se avesse avuto i capelli sciolti e non la cuffia? Sarebbe stata una tragedia", dicono i genitori. Proprio come quella costata la vita ad Alice, deceduta all'ospedale Gaslini dove era arrivata in elicottero dopo che il bagnino e il titolare dello stabilimento ligure erano intervenuti, purtroppo invano, tagliando i capelli intrappolati nel bocchettone con l'aiuto di un coltello. Sabato pomeriggio a morire, in una piscina di un albergo di Milano Marittima, è stata una bimba austriaca di 4 anni.
Sembra che in quel momento non fosse previsto il servizio di salvataggio con bagnino, ma i cancelli della piscina fossero comunque aperti. Sono indagati il padre della vittima e i due gestori della struttura. Lo scorso 18 luglio, nel fiume Adda, è affogato un altro bambino di 4 anni. Morto anche lo zio che ha cercato di salvarlo.
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