Leggi il settimanale

Libano-Israele, la rabbia di Hezbollah

Qassem: "Umiliante, la lotta va avanti". Netanyahu: "Accordo storico, sconfitto l'Iran"

Libano-Israele, la rabbia di Hezbollah
00:00 00:00

Evocano la guerra civile in Libano. Scendono in piazza e danno alle fiamme pneumatici. Bloccano la strada che porta all'aeroporto di Beirut e sfilano in moto per le vie della capitale, costringendo l'esercito libanese a intervenire. I miliziani di Hezbollah e i loro sostenitori sono furibondi dopo l'accordo quadro siglato venerdì a Washington tra il governo libanese, israeliano e americano. Un'intesa siglata senza coinvolgere Hezbollah, la milizia libanese filo-Iran oggetto del contendere, ma un'intesa che ne prevede il disarmo, così come prevede il ritiro parziale dell'esercito israeliano dal Sud del Libano e l'intenzione degli esecutivi israeliano e libanese "di porre fine in modo definitivo al conflitto".

Per il leader di Hezbollah, Naim Qassem, l'accordo è "umiliante e vergognoso", rappresenta "una rinuncia alla sovranità" e "legittima il protrarsi dell'occupazione israeliana per molti anni". "È nullo", aggiunge il capo del gruppo estremista sciita, che promette: "La lotta va avanti". Un parlamentare del "Partito di Dio" evoca scenari ancora più inquietanti. Le autorità libanesi, spiega Hassan Fadlallah, "non saranno in grado di imporre l'attuazione dell'intesa a meno che non intraprendano, con il sostegno americano, una guerra civile". Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, anche lui vicino a Hezbollah, aggiunge: "C'è il rischio di sedizione", cioè di rivolta contro le autorità legittime.

La pace è l'obiettivo, la guerra resta ancora la realtà, almeno in queste prime ore dalla firma. I raid israeliani hanno continuato a colpire ieri il Sud del Libano, in particolare la zona di Nabatiye, con l'obiettivo di eliminare altri terroristi. È la conferma che c'è ancora molto lavoro da fare per la pace.

L'intesa in 14 punti è ricca di criticità e nodi non semplici da dipanare, anche se il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parla di "risultato storico per Israele" e di "grande sconfitta" per Hezbollah e l'Iran. Il punto 1 prevede "l'intenzione di porre fine al conflitto", in vista di un'intesa di pace vera e propria tra Israele e Libano, ma Hezbollah non è stato interpellato e rigetta già l'accordo-quadro. Nell'accordo vengono inoltre indicate le condizioni del ritiro parziale dell'esercito israeliano. Fra queste ci sono "il disarmo verificato dei gruppi armati non statali e lo smantellamento delle infrastrutture associate". Ma Hezbollah non ha mai mostrato l'intenzione di voler abbandonare le armi. E Israele ribadisce che non si sarà ritiro senza disarmo e di prepararsi a una lunga permanenza nella zona di sicurezza, ormai "riconosciuta da Libano e Stati Uniti", come ha ricordato soddisfatto Netanyahu. L'uscita di scena israeliana riguarderà due zone pilota, una a Nord e una a Sud del fiume Litani e da oggi comincerà la collaborazione con il governo libanese sotto la supervisione americana. Per Israele è un successo, visto che Beirut aveva chiesto il ritiro totale. Per i miliziani sciiti, il ritiro totale resta invece una pretesa inascoltata. Ardua sarà inoltre la "ricostruzione del monopolio statale dell'uso della forza", poiché Hezbollah è di fatto uno Stato nello Stato e in diverse aree del Li9bano mantiene un controllo paramilitare e politico che limita molto l'autorità dello Stato e dell'esercito regolare. L'intesa prevede inoltre che Libano e Israele continuino a esercitare il loro diritto all'autodifesa e questo rischia di far proseguire gli scontri con Hezbollah ancora a lungo.

Quanto ai fondi per la ricostruzione e il rilancio dell'economia del Libano, i possibili donatori (Usa, Ue e Paesi del Golfo), condizionano il loro accesso al disarmo di Hezbollah. E ancora una volta, in Libano come a Gaza, l'addio dei miliziani alle armi è la vera sfida.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica