La Liguria finanzia foche e linci Toti: "Assurdo, ora basta sprechi"

Dal bilancio della giunta rossa uscente spuntano 340mila euro per l'habitat di animali che vivono in altre parti del mondo. Il candidato del centrodestra: "Cambiamo registro"

La Liguria finanzia foche e linci Toti: "Assurdo, ora basta sprechi"

N on ci vengano a dire che il Pd non ama gli animali. E che Burlando, la Paita la giunta regionale di centrosinistra in tutti questi dieci anni di «gestione privata» della Liguria non abbia dato dimostrazione tangibile di questo loro amore.

Perché, spulciando tra le delibere come ha fatto tra l'altro Marco Melgrati, consigliere regionale di Forza Italia, già sindaco di Alassio, si scopre che la sommetta di 340.000 euro è stata stanziata per garantire la conservazione degli habitat di alcuni animali, come il gulo gulo (ghiottone), la volpe artica, la lince pandina, la foca monaca e il bisonte europeo. Peccato però che in Liguria non sia presente uno che sia uno di questi nobilissimi animali. Dato che il gulo gulo è diffuso nelle zone artiche d'Europa, in Asia e in America; che la volpe artica stia in Alaska, Russia, Groenlandia e Islanda, che la lince pandina sia diffusa nella Sierra Morena, che la foca monaca abiti in Grecia, Turchia, Croazia e Mauritania, e che il bisonte europeo viva prevalentemente in Ucraina, Bielorussia e Polonia.

Se così stanno le cose hanno fatto bene Burlando e soci nel dicembre del 2009 a stanziare 79.700 euro per finanziare anche qualcosa di più vicino con un progetto di tutela dell'ululone dal ventre giallo (bombrina variegata) del Parco di Monte Marcello Magra, una rana nota per il tipico canto (una serie di «uuu») che emette nel periodo riproduttivo e che ripete anche 40 volte al minuto. E meglio ancora hanno fatto Burlando e soci a spendere o, meglio, a far spendere al contribuente ligure altri 240.000 euro per contrastare la presenza degli scoiattoli nei parchi di Nervi, inseguiti e perseguiti come fossero pericolosi malviventi, ordinandone la cattura e la sterilizzazione.

Ma Giovanni Toti, il candidato del centrodestra nella corsa in vista del 31 maggio, data in cui verrà scelto il nuovo governatore della Liguria, e che ieri ha girato la provincia di Genova nel suo tour elettorale, promette che farà piazza pulita. «Un reset doveroso sulle spese assurde dell'amministrazione Burlando-Paita che ha buttato i soldi dei contribuenti liguri e ha ripagato i contribuenti liguri vessandoli con troppe tasse visto e considerato il livello dei servizi pubblici: troppa Tasi, troppa Irpef, troppa Irap, troppe accise sulla benzina. Bisogna fare in fretta a cambiare registro e a liberare risorse da riconsegnare ai cittadini».

Siete ansiosi di conoscere altri stanziamenti compiuti da Burlando e soci? Possiamo dirvi che la giunta regionale di sinistra della Liguria ha speso complessivamente 654.000 euro per iniziative di educazione alla mondialità e alla pace con 36 progetti in varie parti del mondo; sono stati 599.000 gli euro stanziati, per esempio, per il programma Brasil Proximo, per lo sviluppo sostenibile dell'economia della foresta amazzonica; altri 42.800 euro per l'attivazione di una panetteria comunitaria a Kinshasa nel Congo; 21.600 euro per la difesa della floricoltura nel Sud del mondo; 15.200 euro per la valorizzazione agricola nell'area di Gatare in Ruanda; 36.400 euro per promuovere il turismo rurale nella provincia di Misiones in Argentina; 11.800 euro per lo sviluppo sociale ed educativo della popolazione indigena Yanomani dell'Amazzonia; 28.000 euro per un progetto per la commercializzazione del cacao fino di aroma nella provincia di Manabi, nell'Ecuador; 38.500 euro per il centro per la formazione degli insegnanti a Cuiebet, nel Sud del Sudan; 34.000 euro per un progetto di rafforzamento delle organizzazioni delle lavoratrici domestiche dell'Ecuador. In totale fanno 311.000 euro. Sarebbe stato interessante, prima di stanziare questi denari ascoltare anche il parere dei tanti anziani liguri, privati dei servizi più essenziali e dimenticati dalla giunta regionale piddina perché «politicamente» poco vantaggiosi.

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