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La lite e la coltellata in classe. Ucciso a 18 anni dal compagno

Morto uno studente di origine egiziana, fermato un 19enne marocchino: aveva portato l'arma da casa. L'aggressione forse avvenuta per motivi sentimentali

La lite e la coltellata in classe. Ucciso a 18 anni dal compagno
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Una lite con un presunto "movente sentimentale", un coltello portato da casa e i colpi, che con i "sentimenti" non c'entrano ma che partono con violenza, in classe, a scuola, tra gli occhi attoniti dei compagni.

Non ce l'ha fatta Youssef Abanoub, 18 anni, studente italiano di origini egiziane colpito a coltellate da un compagno di scuola al culmine di un diverbio avvenuto ieri attorno alle 11 all'interno di un istituto superiore della Spezia, il Domenico Chiodo, in via XX Settembre, la scuola che nell'Ottocento formava gli operai dell'arsenale marittimo e che oggi offre corsi legati all'allestimento degli yacht, pesca, moda e odontoiatria.

Una violenza che ha lasciato sotto choc un'intera comunità che si è stretta per ore attorno al ragazzo, nella speranza che potesse salvarsi. Troppo gravi invece le ferite inferte, nonostante i tentativi dei medici dell'ospedale Sant'Andrea della Spezia il 18enne è deceduto in serata, dopo un'operazione d'urgenza durata più di tre ore e un'ora e mezza di tentativi di rianimazione da parte dell'équipe chirurgica.

L'aggressione, avvenuta in un lampo, secondo gli inquirenti ha un motivo legato alla gelosia. Un'attenzione di troppo, forse, a una compagna di scuola dello stesso istituto potrebbe aver innescato, secondo le prime ricostruzioni, il dissidio alla base della lite. Il 19enne ha colpito il compagno in aula, con un coltello a lama lunga, portato con sé da casa e che ora potrebbe cristallizzare anche una premeditazione del gesto. Uno, due, tre colpi, prima che un professore intervenisse per disarmarlo. Colpi che hanno raggiunto la vittima al torace e all'addome, con ferite alla milza, al petto e all'arteria epatica apparse da subito gravissime e causa di un profondo choc emorragico. Il 18enne, in condizioni disperate, è stato portato in ospedale dove i medici d'urgenza lo hanno sottoposto a intervento per tentare di suturare le ferite, nel corso del quale il giovane ha subito più di un arresto cardiaco, rianimato ogni volta dai chirurghi che hanno tentato ogni strada. E nelle drammatiche ore dopo il ferimento al di fuori del padiglione ospedaliero si sono radunate decine di persone tra famigliari, studenti, amici e docenti della scuola superiore che hanno aspettato il bollettino medico in un'atmosfera di incredula apprensione. Intanto la polizia, arrivata a scuola, già dal pomeriggio di ieri aveva fermato l'aggressore, portato in questura e ascoltato per tutto il pomeriggio. Le indagini della questura, coordinate dalla Squadra mobile della Spezia, hanno permesso di ritrovare e sequestrare da subito l'arma, un coltello da cucina che probabilmente era stato portato da casa, elemento questo che se confermato potrebbe pesare nella valutazione di premeditazione.

Gli inquirenti hanno individuato anche una serie di testimoni, alcuni dei quali hanno assistito all'accoltellamento, tra cui quattro compagni e un docente. E anche la ragazza che frequenta lo stesso istituto e che sentita dagli inquirenti ha confermato il dissidio esistente che ha portato alla lite. Il 19enne, di origine marocchina, è stato arrestato e dovrà rispondere ora di omicidio. Gli inquirenti analizzeranno i telefoni cellulari delle persone coinvolte in cerca di indizi.

L'episodio che ha scosso l'intera comunità spezzina e non solo. "Da padre sono turbato - ha detto il sindaco della città Pierluigi Peracchini - è inaccettabile che in un paese democratico qualcuno possa andare a scuola con un coltello".

"Provo grande dolore per la morte del giovane - ha aggiunto in serata il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara -. Una tragedia che colpisce profondamente la comunità scolastica e l'intero Paese. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia della vittima, ai compagni di scuola, ai docenti e a tutto il personale dell'istituto".

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