Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 04:00
In evidenzaAggiornato alle ore 04:00
Cronache

L'ospedale di Pisa avvia le prove con i monoclonali di AstraZeneca

Sperimentazione su due pazienti appena infettati

Assalito da una baby gang, 22enne muore dopo 11 giorni di agonia

La lotta al Covid viene affrontata da varie angolazioni. Non c'è solo il piano vaccinale, ma anche quello fondamentale legato alla ricerca. È partita ieri all'ospedale Cisanello di Pisa la sperimentazione degli anticorpi monoclonali di AstraZeneca su un cittadino italiano, di 36 anni, e uno straniero di 53.

«I pazienti arruolati a livello nazionale - spiega Francesco Menichetti, direttore dell'Unità operativa di malattie infettive dell'azienda ospedaliero-universitaria della città toscana - sono 1.700 in tutto. Noi prevediamo di effettuare le prove su alcune decine di questi. Si tratta di uno studio randomizzato e controllato e quindi metà dei trattati riceverà il monoclonale e l'altra metà il placebo con due iniezioni intramuscolari, su ciascuno dei due glutei, perché quello di AstraZeneca è un cocktail di monoclonali». E prosegue: «Arruoliamo pazienti sopra i 18 anni, ma c'è uno strato che riguarda quelli che hanno più di 65 anni o meno con patologie concomitanti, ovvero più a rischio di arrivare a un Covid grave. Quello che verrà valutato è se il monoclonale sarà in grado di bloccare l'infezione e quindi di far diventare i tamponi rapidamente negativi e bloccare il passaggio da infezione a malattia sintomatica».

E specifica: «Non si tratta della terapia della malattia conclamata, ma della profilassi della malattia fatta nei pazienti con infezione. Speriamo per l'estate di avere un riscontro. Con i monoclonali toscani partiremo invece a maggio e contemporaneamente ci siamo attrezzati per sperimentare i monoclonali approvati Aifa». Menichetti è infatti anche il coordinatore nazionale del progetto Tsunami, che riguarda un'altra sperimentazione, quella del plasma iperimmune, ossia il plasma preso dai guariti dal Covid, approvato da Aifa e Iss. I pazienti che ieri hanno ricevuto le iniezioni di anticorpi sono in uno stadio iniziale dell'infezione, ovvero positivi al virus o paucisintomatici. «Tutto - chiarisce il professore - si tiene ovviamente in ambiente ambulatoriale ospedaliero, in modo protetto e sicuro e previo consenso informato dei pazienti. Tutti saranno monitorati nel tempo per conoscere l'evoluzione dell'infezione, fino alla negativizzazione del tampone o se si sviluppa la malattia». E continua: «Per quanto riguarda la sperimentazione di AstraZeneca saranno 15 i pazienti che a Pisa recluteremo grazie al network creato tra Usca, Ospedale, medici di medicina generale e Asl. I candidati dovranno essere paucisintomatici e con un tampone positivo tra i 3 e i 7 giorni». Per Menichetti «è impensabile che non si riesca a debellare l'epidemia, pur disponendo dei vaccini. Vuol dire che dobbiamo essere più tempestivi e rigidi sulle chiusure».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.