L'uomo in gonnella non piace alle donne

Alla fine Hillary non salirà sullo scranno presidenziale

Alla fine Hillary non salirà sullo scranno presidenziale: non ce l'ha fatta e gli uomini di tutto il globo si sfregano compiaciuti le mani, così come è successo, qualche anno prima quando la Francia bocciò Marie Ségolène Royal preferendole il suo ex, Francois Hollande.

Con Trump avrà anche trionfato l'America grezza ed arrabbiata, ma di certo Hillary non brillava per simpatia e sex appeal, finendo per raccogliere il disdegno bi-partisan di uomini e donne, persino di quell'universo femminile che avrebbe dovuto schierarsi compatto per lei (e non l'ha fatto). Lasciatemi ricordare l'immagine del magazine Spy che, durante la presidenza del marito Bill, irrideva la mascolinità della Clinton in una caricatura dove veniva raffigurata come Marilyn Monroe, con la gonna sollevata dal vento sotto alla quale campeggiavano orribili slip maschili. Da sempre Hillary è stata descritta come cattiva, narcisista avida e disposta a tutto: mi chiedo come mai schiere di consulenti all'immagine non l'abbiano mai davvero aiutata dotandola di un profilo più rassicurante, negligenza questa che l'ha condotta a perdere persino con un Trump considerato impresentabile dal suo stesso partito. Sgombriamo il campo dagli equivoci: sarei stata ben felice di vedere una donna alla Casa Bianca, come lo sarei altrettanto se un esponente del mio (gentil) sesso occupasse la presidenza della Repubblica italiana o quella del consiglio: una donna forte, autorevole, d'impatto, al posto dei nostri anonimi e garruli rappresentanti. Con ciò non ho tifato Hillary che, pur provvista di competenze decisamente maschili, non ha saputo mascherare la sua innata antipatia e supponenza, pennellata da old style e political correctness. Senza alcuna sorpresa Hillary ha perso progressivamente credibilità, volendo privilegiare la mascolinità rispetto a quelle doti tipicamente femminili, quali la sensibilità, la forza, il coraggio che avrebbero invece potuto regalarle un valore aggiunto, determinante per la vittoria. Abdicando alla femminilità, facendo la brutta copia del maschio alfa, la Clinton ha consegnato l'America nelle mani di Trump, risultato più affidabile e sincero di lei, con buona pace di Veronica Ciccone (in arte Madonna) che verrà così esentata dagli annunciati cadeaux collettivi ai milioni di uomini illusi dai toni di una campagna presidenziale condotta all'insegna della pornografia politica.

L'ostilità verso Hillary non è altro che la comune avversione nutrita verso quelle donne che, in nome di una carriera politica o professionale, sacrificano le naturali doti femminili per apparire in tutto e per tutto come uomini in gonnella, risultando, oltre che antipatiche, persino ridicole. Di queste gender dominanti è pieno anche il nostro panorama nazionale. Non è necessario attraversare l'oceano per imbattersi in donne ambiziose, ciniche ed anaffettive che, per tentare di conquistare la vetta, dimenticano in soffitta i tradizionali attributi femminili privilegiando la furbizia e la corruzione delle relazioni. Forse è il tempo di prendere atto che le donne di potere non piacciono agli uomini a meno che non si riapproprino della loro naturalezza, genuinità, spontaneità, abbandonando quella sicumera arrogante che dovremmo lasciare ad appannaggio del genere maschile. Dostoevskij, ne I fratelli Karamazov, scriveva: «La donna? Solo il diavolo sa cos'è»: mi piace pensare che persino il mitologico signore degli inferi abbia avuto problemi ad inquadrare la Clinton, risultata antipatica pure a lui.

Commenti

Rossana Rossi

Gio, 10/11/2016 - 11:02

Analisi perfetta. purtroppo siamo in un'epoca di sconvolgimento innaturale dei ruoli ma alla fine volente o nolente la natura ristabilisce tutto..........

giovauriem

Gio, 10/11/2016 - 11:02

quale donna ? una vera donna , le corna pubbliche e internazionali , non se le sarebbe tenute , lei , la hillary , se l'è tenute per convenienza economica e di potere , ma alla fine è caduta per chè presunta e farlocca .

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Gio, 10/11/2016 - 11:40

Ma cosa volete da una donna che, pur di dar sfogo alle sue velleità di affermazione personale, rinucia al suo stesso essere donna ... utilizzando il cognome del marito ... Le donne vere, quelle genuine, l'hanno capito. P.S.: un fulgido esempio di doppiezza della sinistra, predicano il femminismo, ma praticano il maschilismo.

Giovanmario

Gio, 10/11/2016 - 11:44

la clinton si conforta in pubblico dicendo che l'america non è ancora pronta a convivere con un presidente donna.. no.. non è la gonnella il vero problema.. il vero problema è proprio lei che in passato ha dimostrato, chiudendo entrambi gli occhi sullo scandaloso e indecente comportamento del marito, di essere solo una meschina donna affamata di potere..

simonetta della...

Gio, 10/11/2016 - 12:09

Concordo in pieno l'articolo, non avrei mai votato la Clinton. A pelle le sensazioni sono quelle riportate dalla giornalista Missaglia.

Ritratto di Carlo_Rovelli

Carlo_Rovelli

Gio, 10/11/2016 - 12:45

Nemmeno la donna coi pantaloni, come questa qua, piace agli uomini. Mille volte meglio Melania Trump!

Keplero17

Gio, 10/11/2016 - 13:11

Articolo non condivisibile. La sconfitta di Hilary è imputabile esclusivamente all'establishment che rappresenta e al retaggio di guerre infinite, oltre all'impoverimento del ceto medio. Ci sono esempi nella storia di donne che hanno trascinato paesi come Evita Peron. Ma anche in Italia ci sono donne molto in gamba che si impongono nella politica per il loro temperamento. Trump ha vinto col voto mi milioni di donne.