Da terra da cui fuggire a hub strategico per lo sviluppo energetico e industriale. Così in un paio di anni si è rivoluzionato completamente il ruolo che l'Africa sta giocando per l'Europa e, soprattutto, per l'Italia.
Con questa idea, a gennaio del 2024, era nato il Piano Mattei, che ormai - poco oltre la metà del piano, che ha una durata quadriennale e rinnovabile - conta 18 nazioni partner e oltre 76 progetti in corso. Un progetto tutto italiano, nato con molti punti di domanda ma che oggi, come confermato da una nota trasmessa da Palazzo Chigi, "si conferma pienamente operativo, con un'architettura finanziaria consolidata e una rete di collaborazioni internazionali in costante ampliamento". Oggi il Piano Mattei non vive più solo nei confini dell'Italia, "è riconosciuto come iniziativa di respiro europeo e internazionale, è una strategia pienamente operativa che sta producendo risultati tangibili - ha dichiarato ieri la presidente Consiglio, Giorgia Meloni - L'Italia continuerà a lavorare in questa direzione, per consolidare questa prospettiva e dare sempre più forza al modello di cooperazione che abbiamo in mente: una cooperazione da pari a pari, fondata sul rispetto, sulla fiducia reciproca, sullo sviluppo condiviso".
Guardiamo però ai numeri: il piano era partito con un investimento iniziale di 5,5 miliardi, a cui poi si sono aggiunti altri 1,2 miliardi deliberati dal Comitato tecnico del Fondo italiano per il clima - utilizzato per 15 interventi - 4 miliardi di garanzie concesse da Sace e, infine, altri 269 milioni di crediti bilaterali. Un piano enorme che vuole veramente rivoluzionare un Continente.
Come sempre, le vere rivoluzioni, non passano mai solo dai numeri, gli obiettivi infatti non sono in alcun modo di mercato.
Il focus non è mai cambiato: acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salute con al centro il capitale umano e con un rafforzamento nel corso dell'anno nel settore del digitale e dell'intelligenza artificiale. E l'esito è evidente: "L'interesse verso i partenariati con l'Italia è fortissimo".