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Politica internazionale

E a Cuba il sindacato rende omaggio alla memoria di Castro

Cgil e collettivi rossi all’Avana per celebrare Fidel. Silenzio sul fallimento economico

Usa - Cuba: il secolo lungo dal protettorato al "Bloqueo"

La sinistra italiana va in pellegrinaggio a Cuba per celebrare Fidel Castro (in foto). Non è il titolo di un giornale degli anni Settanta ma quanto accade oggi all’Avana dove si celebra il centenario dalla nascita del Líder Maximo. Cgil, Potere al Popolo, Cambiare Rotta, Rete dei Comunisti e la solita compagnia si sono recati infatti a Cuba per partecipare alle celebrazioni da parte del regime del suo storico leader. Difficile dire se sia più imbarazzante la celebrazione di una dittatura o la compagnia tra la delegazione del Partito Comunista Cinese, il primo ministro della Namibia, vari personaggi del Sud America e anche un messaggio di Vladimir Putin.

In occasione del centenario della nascita di Fidel il governo cubano ha infatti organizzato il primo colloquio internazionale «Fidel: Legado y Futuro» che terminerà proprio oggi. L’evento è stato inaugurato dal presidente cubano Miguel Díaz-Canel al Palazzo delle Convenzioni e ha riunito intellettuali, politici, attivisti, membri dei partiti di sinistra da tutto il mondo con l’obiettivo di offrire un tributo sul suo lascito e come esempio di solidarietà internazionale e di un ordine multipolare. La Cgil di Maurizio Landini ha celebrato con un post la missione cubana: «fino al 21 agosto, dieci nostre compagne e compagni provenienti da tutta Italia parteciperanno al terzo Convoglio Europeo Nuestra América’ promosso all’interno della campagna internazionale Let Cuba Breathe’ in occasione delle celebrazioni del centenario di Fidel Castro». L’iniziativa fa parte della nuova Flotilla verso L’Avana e viene definita «una missione densa di solidarietà ma anche di profonda memoria storica e politica. La Flai Cgil riafferma con forza che il sostegno alla resistenza di Cuba è più forte che mai».

I colleghi del sindacato Usb, presenti anche loro a Cuba, hanno elogiato la memoria di Castro sostenendo che «il pensiero di Fidel rappresenta le profonde radici politiche e umane in cui il processo rivoluzionario cubano continua a costruirsi». I collettivi Osa, Cambiare Rotta e Rete dei Comunisti hanno invece annunciato la loro partecipazione alla missione dichiarando di essere «con Cuba socialista, con Fidel, Raul e Díaz Canel!». Mentre i collettivi italiani non solo non hanno speso una parola di condanna per il regime cubano ma lo hanno elogiato, a finire sul banco degli imputati sono l’Occidente e in particolare gli Stati Uniti di Donald Trump.

È impossibile non notare la contraddizione tra le roboanti celebrazioni in memoria di Fidel Castro e la condizione di vita dei cubani. La povertà dilagante, i continui blackout, il crollo del turismo non sono le conseguenze delle politiche occidentali ma rappresentano il fallimento del comunismo. Come testimoniano gli arresti in Florida nei mesi passati di alcuni familiari dell’establishment cubano che conducevano una vita da milionari, il comunismo continua a impoverire i popoli mentre i governanti si arricchiscono. Gli unici a non averlo ancora capito sono gli esponenti della nostra sinistra.

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