Mara Carfagna è stata a lungo una delle esponenti politiche di maggior peso di Forza Italia. Moderata per convinzione, è stata ministro delle Pari Opportunitá nel quarto governo di Silvio Berlusconi e ministro del Sud del governo di Mario Draghi. Oggi è segretaria di Noi Moderati
Intanto mi dica questo: cosa pensa del presidente Sanchez?
«Con la gestione della crisi di Ceuta Sanchez ha confermato la sua natura di leader ambiguo e opportunista. Non capisco perché la sinistra italiana lo abbia eletto a suo modello».
Ambiguo perché?
«Si è costruito un’immagine di leader attento ai diritti umani, ma a Ceuta ha lasciato morire in mare 80 persone senza alzare un dito, e ne ha abbandonate altre migliaia per giorni senza acqua né cibo».
Forse la sinistra italiana lo apprezza perché pacifista...
«Da quando è al governo la Spagna ha triplicato la spesa militare da 11 a 30 miliardi di euro. Madrid è tra le 15 capitali che investono più in armi. In pubblico ha detto no alle richieste di incremento delle spese per la Nato, ma prima del recente vertice in Turchia ha approvato un aumento di 6 miliardi dei finanziamenti per la difesa».
Ormai siamo in campagna elettorale. Quali sono i temi centrali?
«Sono due, strettamente collegati. La sicurezza e la difesa del reddito degli italiani. La sicurezza è il tema in questo momento più visibile, quello su cui il governo ha esercitato una costante attenzione e ottenuto risultati importanti. Ma puntiamo a rivendicare anche i passi avanti fatti a tutela di lavoratori, famiglie e imprese. Penso, solo per citare due esempi, al taglio del cuneo fiscale e alla riforma dell’Irpef. Abbiamo molte altre idee per continuare sulla stessa strada».
Sicurezza e immigrazione sono parole sorelle?
«Andrei oltre. Al tema immigrazione sono collegate anche altre parole: democrazia, libertá, diritti. Ci sono aree dell’immigrazione che contestano i principi stessi della democrazia liberale e fanno proselitismo islamista tra le seconde generazioni. Non possiamo tollerare comunità dove la legge italiana non vale».
Può fare qualche esempio di queste distorsioni?
«Matrimoni forzati, contro cui ho voluto e fatto approvare una legge. Disconoscimento dell’uguaglianza tra uomini e donne nella società e nella famiglia. Negazione del diritto allo studio delle ragazze. Negazione del diritto a libere scelte nel campo della sessualitá. Per noi sono comportamenti inammissibili e illegali, in alcune comunità immigrate sono la normalità».
Lei pensa che sia il caso di muoversi per superare il bipolarismo e per ridare un peso al centro?
«Sono sempre stata moderata e centrista ma so che il centro, oggi, conta nella misura in cui riesce a orientare le scelte dei due poli. Se cerca l’autosufficienza diventa irrilevante».
Lei è la segretaria di Noi Moderati. Qual è il ruolo del suo partito nella politica italiana?
«Siamo un partito giovane, pragmatico, poco interessato alle liti ideologiche e molto alle soluzioni dei problemi quotidiani degli italiani. Abbiamo ottime proposte in tema di casa, tasse, sostegno ai giovani e abbiamo portato all’approvazione provvedimenti importanti sui congedi parentali, il sostegno alla famiglia, gli aiuti alle attività sociali degli oratori. Regionali e amministrative hanno segnalato una notevole crescita delle nostre liste: puntiamo a confermarla alle politiche».
Le sue grandi battaglie in Parlamento sono state quelle per le donne. Da quando è entrata in parlamento, 20 anni fa, ad oggi, in Italia la condizione della donna è cambiata?
«È migliorata senz’altro, anche in tempi recenti. La crescita dell’occupazione femminile è uno dei successi del governo di centrodestra. Un passo avanti che sento anche un po’ mio: il Lep asili nido, che ho portato all’approvazione nel 2021 e collegato al Pnrr, ha consentito di finanziare 150mila nuovi posti al nido. Ognuno di quei posti rappresenta per le donne una possibilità in più di tenersi il posto di lavoro o di trovarne uno».
L’elezione di una donna a Palazzo Chigi è stata importante per le donne?
«Si. Chi lo nega è in totale malafede. Oggi qualsiasi bambina italiana può dire: da grande voglio guidare il mio paese. S’è rotto un tetto di cristallo che reggeva da quasi 80 anni».
Questo campo largo ha anime molto diverse.
«È un problema aperto fin dai tempi di Rifondazione comunista e non credo sará risolto nel prossimo anno. Per questo sono ottimista sulle prossime elezioni: gli italiani non affideranno i loro redditi e i loro risparmi all’estremismo del reddito di cittadinanza, dei bonus e della patrimoniale. Se quel tipo di estremismo avesse vinto nel 2022, saremmo un paese in bancarotta».
Il fenomeno Vannacci da cosa nasce?
«Nulla di nuovo, l’estremismo ha sempre i suoi seguaci: il fenomeno Vannacci conferma questa regola».
Va messo fuori dal centrodestra?
«È giá fuori dal centrodestra. Tenerlo a debita distanza è il solo modo per difendere le scelte di quattro anni di governo. Escludere alleanze con Vannacci significa difendere la posizione e le scelte del centrodestra».
