Leggi il settimanale

Meloni rilancia il taglio delle tasse: "Adesso un sollievo al ceto medio"

Sfida alla sinistra e asse con Confcommercio: "C'è chi vuole toccare i patrimoni, noi farli crescere". E sulla concorrenza sleale: "L'Italia non è la Repubblica delle banane"

Meloni rilancia il taglio delle tasse: "Adesso un sollievo al ceto medio"

L'Italia che produce, esporta e crea lavoro non intende fermarsi. È il messaggio emerso dall'assemblea di Confcommercio, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente Carlo Sangalli hanno indicato una direzione comune: meno tasse, meno burocrazia, più fiducia nelle imprese e nella capacità del sistema economico nazionale di continuare a crescere nonostante uno scenario internazionale complesso.

Nel suo intervento all'assemblea, la premier ha posto il tema fiscale al centro dell'agenda dei prossimi mesi. Dopo aver ricordato gli interventi già realizzati, dalla riduzione delle aliquote Irpef al taglio del cuneo fiscale, ha indicato il nuovo obiettivo dell'esecutivo. "Siamo partiti ovviamente dai redditi più bassi, via via abbiamo allargato il raggio d'azione, non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più, vogliamo fare di più particolarmente per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio", ha detto. Una strategia che si inserisce nella convinzione, più volte ribadita dalla presidente del Consiglio, che "il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo governo".

Non è mancata una risposta alle proposte del Pd di Elly Schlein sulla patrimoniale. "Per intenderci altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrifici", ha rimarcato Meloni, ricevendo il caloroso apprezzamento della platea delle imprese. Una mano inaspettata alla segretaria piddina è giunta dalla pentastellata Chiara Appendino. Tassare i super patrimoni, ha replicato, "aiuta la classe media a potersi curare, a pagare il mutuo, a pagare la bolletta", ha dichiarato. "Dobbiamo avere il coraggio di andare fino in fondo e spiegarla" per proporre "finalmente un fisco che abbia un unico obiettivo, ridistribuire". Conte, da sempre recalcitrante sull'imposta-rapina al ceto medio-alto, da ieri ha ufficialmente la fronda dentro casa.

Particolare enfasi è stata riservata anche alla lotta contro le attività apri e chiudi che eludono il fisco. "Finora ne abbiamo chiuse d'ufficio 24 mila", ha affermato Meloni, definendo il risultato importante sia per lo Stato sia per gli imprenditori onesti. Il messaggio, ha aggiunto, è chiaro: "Questa non è la Repubblica delle Banane, qui si rispettano le regole".

Un ampio passaggio dell'intervento è stato dedicato all'intelligenza artificiale, proprio nel giorno in cui il Consiglio dei ministri era chiamato ad approvare i decreti attuativi della disciplina nazionale sul tema. Meloni ha definito l'IA "uno strumento dal potenziale straordinario. Secondo la presidente del Consiglio, tuttavia, il primo nodo riguarda il mercato del lavoro. "Fino ad oggi il lavoro umano che veniva sostituito era lavoro fisico", mentre oggi "quello che rischia di essere sostituito è il lavoro di intelletto". Uno scenario che potrebbe avere conseguenze profonde. "Noi rischiamo oggettivamente un mondo nel quale sempre più persone non saranno necessarie, un mondo nel quale la ricchezza si concentra e si verticalizza ancora di più", ha proseguito. Per questo, ha sottolineato, il fenomeno "va governato" a livello internazionale e sarà uno dei temi centrali del prossimo G7.

Un'impostazione che ha trovato piena corrispondenza nella relazione di Carlo Sangalli. Il presidente di Confcommercio ha denunciato il peso eccessivo di quella che ha definito una "fiscocrazia", osservando che "troppe tasse, troppa burocrazia frenano imprese, investimenti, crescita". Da qui la richiesta di proseguire sulla strada della riduzione della pressione tributaria, a partire dal taglio dell'aliquota Irpef intermedia dal 35 al 33% per i redditi fino a 60mila euro. Una misura che, secondo Confcommercio, contribuirebbe a sostenere il ceto medio e i consumi. Del resto, ha ricordato Sangalli, "fiscalità equa e conti pubblici in ordine sono due fattori determinanti per la crescita economica". Pur senza ignorare le criticità, il presidente di Confcommercio ha invitato a evitare letture eccessivamente pessimistiche dell'economia nazionale. "Raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti", ha avvertito, ricordando che "la fiducia è un valore anche economico".

Una considerazione che appare coerente con i segnali positivi provenienti dagli ultimi indicatori: occupazione ai massimi, redditi che hanno recuperato potere d'acquisto e produzione industriale tornata a crescere. Nelle conclusioni del suo intervento, Meloni ha richiamato proprio questo quadro, riconoscendo che restano sfide aperte ma respingendo le rappresentazioni catastrofiste. "Sarebbe intellettualmente disonesto dipingere l'Italia come una nazione nella quale i problemi sono stati risolti, però considero ugualmente disonesto voler fingere a tutti i costi di ignorare o sminuire il quadro incoraggiante che i dati macroeconomici ci restituiscono".

A fare da sfondo all'appuntamento sono arrivati anche i nuovi dati Istat sulla produzione industriale, cresciuta ad aprile dello 0,5% rispetto a marzo e dell'1,3% su base annua. Si tratta del terzo incremento congiunturale consecutivo, un segnale che conferma la tenuta dell'apparato produttivo italiano.

Particolarmente significativa la performance del comparto degli autoveicoli, che registra un aumento del 44,7% rispetto ad aprile dello scorso anno. Numeri che per Meloni confermano ampiamente "la vitalità del nostro sistema produttivo".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica