Michetti arruola anche Bertolaso. Ma scoppia il caso sulla Shoah

L'ex capo della Protezione civile: lavorerò gratis giorno e notte. Spunta un vecchio articolo del candidato del centrodestra: "Pietà per gli ebrei perché avevano banche". Ed è subito polemica

Michetti arruola anche Bertolaso. Ma scoppia il caso sulla  Shoah

Un punto a favore e uno contro. Il candidato sindaco di Roma per il centrodestra Enrico Michetti si porta a casa un successo quasi insperato incassando l'endorsement di Guido Bertolaso. L'ex capo della Protezione civile, ciclicamente invocato e tirato per la giacchetta da chi vuole risolvere i grandi problemi di Roma, ha accettato la proposta avanzata da Michetti. Il candidato del centrodestra lo vuole commissario ai rifiuti e Bertolaso ha semplicemente risposto mettendosi a disposizione.

L'uomo indicato dal centrodestra per guidare la capitale, l'avvocato con la passione per il diritto amministrativo e per la storia romana è però scivolato su una pericolosissima buccia di banana. Rappresentata da un vecchio articolo pubblicato sul sito web di Radio Radio, l'emittente capitolina con la quale collabora da anni e grazie alla quale è divenuto, nel corso degli anni, uno dei personaggi più popolari dell'agorà romana. Nell'articolo, ripescato ora dal Manifesto, Michetti parla della Shoah e nel confrontarla con le altre disumane tragedie scrive: «Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell'orrenda persecuzione. E sin qui nulla quaestio, ci mancherebbe. Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta. Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta». Rivelazione, quella del Manifesto, che spinge Carlo Calenda, uscito al primo turno dalla corsa per il Campidoglio, a scrivere su Twitter: «Questo articolo di Michetti è molto più grave delle solite stupidaggini su Roma e del programma inesistente o copiato. Ripetere i luoghi comuni dell'antisemitismo non è tollerabile».

Immediata la reazione anche della comunità ebraica. Uno dei suoi rappresentanti, Tobi Zevi, ha già annunciato una querela contro il candidato sindaco. «Queste parole scritte (non pronunciate) da Enrico Michetti, candidato a sindaco della Capitale sono vergognose. Mi preoccupa una sua possibile elezione, e penso che debba preoccupare qualunque persona democratica». Il candidato Michetti però respinge sdegnato questa visione dei fatti. «Da sempre condanno in modo assoluto gli abomini come si rinviene in tutte le mie dichiarazioni pregresse - dice -: le leggi razziali, l'olocausto, come del resto la tratta degli schiavi, ed ogni altra forma di abominio contro gli esseri umani segna il punto più basso della storia dell'uomo. Mi impegno a sottoscrivere insieme alle liste che mi sostengono un appello a sostegno dello Stato d'Israele, baluardo di democrazia in Medioriente. Chiedo a Gualtieri e alle liste che lo appoggiano se sono pronti a fare altrettanto».

Non resta che appellarsi a Bertolaso per non compromettere il consenso popolare fin qui raggiunto. «Mi piacerebbe che Guido Bertolaso assumesse un ruolo commissariale per contribuire a risolvere i problemi di Roma» spiega Michetti. D'altronde l'ex capo della Protezione civile non è nuovo a queste esperienze avendo provveduto per conto del governo Berlusconi a gestire l'emergenza rifiuti a Napoli e poi, per conto del governo Prodi, l'organizzazione del Giubileo del 2000. Curioso il fatto che proprio Calenda aveva immaginato un ruolo di primo piano per Bertolaso nella sua potenziale giunta. Mossa elettorale però abortita proprio per la smentita del diretto interessato. Ora, però, con Michetti è diverso. Bertolaso si sente «uomo delle istituzioni» e il suo «amore per Roma è secondo soltanto a quello per la sua famiglia».

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