Migranti, Salvini blocca Merkel: in Italia vuole scaricarne 40mila

I rimpatri dei "dublinanti" potrebbero essere 60mila da Francia e Germania. Ma Salvini frena: niente firma all'accordo con Seehofer

Migranti, Salvini blocca Merkel: in Italia vuole scaricarne 40mila

Il nodo è stretto e non sarà facile da sbrogliare. Da una parte c’è l’Italia, Matteo Salvini e le sue promesse elettorali sul tema immigrazione; e dall’altra ci sono Angela Merkel, le sue difficoltà e un Horst Seehofer che preme per rispedire nei Paesi di primo sbarco i migranti arrivati in Germania.

I due fronti, seppure entrambi tendenti a una linea dura sull’immigrazione, sono confliggenti. Il Viminale e il ministero dell’Interno tedesco hanno provato a raggiungere un accordo per i rimpatri dei cosiddetti “dublinanti”, ma Salvini intende firmare il patto solo se sarà “a saldo zero”. Ovvero se per ogni immigrato che torna indietro ne parte uno in direzione Berlino.

Non sarà facile. E per il momento il testo dell’accordo è fermo sui tavoli di Conte e Merkel. Nei giorni scorsi era però trapelata una notizia, smentita sia dal Viminale che dalla Cancelliera, di voli charter carichi di immigrati diretti verso Roma. Il desiderio di Seehofer sarebbe proprio questo, ma per ora non se ne farà nulla.

La Germania ha in mente peraltro un piano dai grandi numeri. Vorrebbe infatti rimandare indietro qualcosa come 40mila immigrati entrati illegalmente in Italia e poi trasferiti oltre confine. Dalla Francia, spiega il Messaggero, potrebbero arrivarne invece 20mila. Non pochi.

Certo, Salvini per ora fa muro. Per i rimpatri il Regolamento di Dublino prevede comunque che per riportare i migranti nello Stato di primo approdo ci sia l’autorizzazione del governo interessato. In questo caso quello italiano. Inoltre bisogna appurare che lo straniero sia sbarcato nel Belpaese e non devono essere passati più di sei mesi dal suo ingresso in Germania.

Il motivo per cui difficilmente si arriverà ad un accordo è che dal Belpaese di nuovi migranti da mandare verso Berlino ce ne sono molti di meno. Si parla di circa 5mila persone, visto che la Germania di solito accoglie solo rifugiati siriani, eritrei e afgani.

"Va fatta una distinzione fra l'accordo con l' Italia sui respingimenti immediati, ancora sul tavolo, e le procedure di Dublino – spiega Soeren Schmidt, portavoce del ministro, al Messaggero - Per quel che riguarda le regole di Dublino, con l'Italia c' è un processo collaudato, la prassi va avanti, dal nostro punto di vista non è cambiato nulla, e a questo continueremo ad attenerci. Però è stato anche previsto di scambiare profughi che vengano dal salvataggio in mare con quelli che si presentano al confine. Adesso l'Italia vuole che l'accordo venga collegato alla questione di Sofia, e questo travalica le competenze del ministero dell' Interno".