È di nuovo tempo di Lucano, inteso come Mimmo, euro-portento della Bonelli&Fratoianni già condannato per la gestione dei migranti a Riace e giustamente premiato da Avs con la candidatura a Bruxelles. Ecco il nuovo prodigio. Una voragine finanziaria da 4 milioni 800mila euro, debiti fuori bilancio, contenziosi milionari e un parere negativo dei revisori che rischia di segnare il destino dell’amministrazione comunale di Riace.
Per il Comune guidato da Lucano si apre una nuova crisi, questa volta sul fronte dei conti pubblici. La situazione è talmente compromessa che gli uffici hanno dichiarato l’impossibilità di certificare la tenuta finanziaria dell’ente per il 2026, mentre la documentazione è già stata trasmessa alla Prefettura di Reggio Calabria. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi più pesante: lo scioglimento del Consiglio comunale.
A far precipitare la situazione è stata un’istruttoria condotta nelle ultime settimane da cui è emersa una massa debitoria che, secondo quanto riportato dal “Reggino”, non sarebbe stata adeguatamente rappresentata nei documenti contabili ufficiali. Il quadro comprende 3.491.345,94 euro tra contenziosi, pignoramenti e decreti ingiuntivi. Una cifra che racchiude forniture di energia elettrica e gas rimaste insolute per centinaia di migliaia di euro nei confronti di società come Engie e Hera Comm, controversie milionarie con Sorical per il servizio idrico, crediti rivendicati da Banca Sistema e BFF Bank, cartelle della Regione Calabria relative alla Tari arretrata e persino somme non corrisposte al vicino Comune di Caulonia per la locazione del Centro per l’impiego. Ma non finisce qui.
All’elenco si aggiungono 884mila euro di debiti fuori bilancio segnalati dall’Ufficio Tecnico per la gestione della pubblica illuminazione e un ulteriore contenzioso legale, ancora pendente, stimato in oltre 464mila euro. Complessivamente le passività e le esposizioni indicate raggiungono 4,84 milioni, pur comprendendo anche somme oggetto di controversie non ancora definite. A fronte di questi importi, i fondi di riserva e gli accantonamenti previsti dal Comune sarebbero risultati insufficienti. A rendere ancora più grave il quadro è un precedente che avrebbe dovuto rappresentare la ripartenza finanziaria dell’ente.
Riace era appena uscita dalla procedura straordinaria di liquidazione gestita dall’Organismo straordinario di liquidazione. La chiusura del precedente dissesto avrebbe dovuto restituire al municipio una situazione contabile risanata. Invece il riallineamento tra la vecchia gestione commissariale e quella ordinaria avrebbe fatto emergere ulteriori criticità: mancata ricognizione dei residui attivi e passivi, sottostima del Fondo crediti di dubbia esigibilità e incapacità di coprire le spese correnti ed essenziali attraverso le entrate effettivamente incassate.
Il passaggio decisivo è arrivato con il parere negativo dell’organo di revisione contabile, firmato da Giacomo Pucciano, sull’assestamento di bilancio e sulla salvaguardia degli equilibri finanziari. Secondo i revisori, l’accumulo di passività prive di copertura e il ritardo nel riconoscimento dei debiti fuori bilancio compromettono i principi fondamentali di una corretta gestione finanziaria, esponendo il Comune al rischio concreto di un nuovo dissesto o all’avvio di una procedura pluriennale di riequilibrio.
L’amministrazione non è riuscita ad approvare la manovra di salvaguardia degli equilibri prevista dall’articolo 193 del Testo unico degli enti locali. Il commissario ad acta, preso formalmente atto dell’impossibilità di adottare la delibera di riequilibrio, ha concluso il proprio intervento sostitutivo, trasmettendo la documentazione alla Prefettura. Ora la partita si sposta sul tavolo del prefetto di Reggio Calabria. Il mancato ripristino degli equilibri di bilancio può infatti determinare l’attivazione delle procedure previste dagli articoli 141 e 193 del Tuel, fino allo scioglimento del Consiglio comunale qualora ricorrano i presupposti stabiliti dalla legge.
Da quando siede a Bruxelles a 16mila euro al mese, da giugno 2024, Lucano si è segnalato soprattutto per la foto inaugurale in mezzo a Carola Rackete e Ilaria Salis. Lucano, che sfoggiava un’elegantissima polo a maniche corte rosa salmone affumicato (il salmone) e jeans neri come le scarpe da ginnastica, era un lord in mezzo alle compagne. Salis indossava una tovaglia a fiori. La capitana tedesca era in veste rossa, polpacci impreziositi dalla mancata depilazione. Lucano ha poi aggiunto a curriculum l’assunzione come assistente parlamentare di Souzan Fatayer, 60 anni, italo-palestinese la quale si è segnalata per la condivisione di un video, su Facebook, in cui compariva la seguente frase: «Le parole di questo ebreo fanno rimpiangere l’incompleta missione di Hitler». Silurata alle Regionali in Campania, ‘Na palestinese napulitana – come si definiva in campagna elettorale – è stata ripescata dalla rete di Mimmo. Che a inizio ottobre, nei giorni dell’assemblea plenaria, ha sfilato a Strasburgo «con gli studenti francesi che manifestano pacificamente per chiedere una scuola umana». Le pacifiche devastazioni della Francia. Lucano a Strasburgo ha manifestato col collega dei 5Stelle Gaetano Pedullà, quello che si faceva i selfie con Hannoun, ritenuto l’uomo di Hamas in Italia. In Europa lo stipendio glielo paghiamo tutti noi. A Riace, in caso, pagheranno solo i poveri cittadini.
