"È l'unico avviso". È con questa minaccia che il fantomatico "Movimento antisionista" ha inviato un proiettile al sindaco di Varallo Sesia, Pietro Bondetti.
È il ritorno di questa firma, che da quando si è riacutizzato il conflitto in Medioriente si è resa protagonista di altre azioni ma mai di una simile portata violenta e minatoria.
Le modalità sembrano quelle del terrorismo degli anni bui delle Brigate Rosse, un passato che riaffiora con modalità preoccupanti per le conseguenze che possono scaturire, minando la serenità della vallata. Nel mirino degli antagonisti pro Pal non c'è solo il sindaco del comune vercellese della Valsesia ma c'è anche Ugo Luzzati per il suo "progetto Baita", attivo fin dal 2023, che ha portato in valle circa 70 famiglie israeliane molte delle quali, per altro, non praticanti, secondo un modello di integrazione che, a differenza di altri, sembra essere riuscito, portando risultati ottimi e fruttuosi per il territorio e per la comunità.
È un'escalation di violenza. "Non permetteremo il trasferimento di altre famiglie di macellai nazi sionisti", scrivono col normografo su un foglio di carta bianca. Poche righe cariche d'odio che hanno portato il sindaco, senza esitazione alcuna, a sporgere denuncia, dando così il via alle indagini che sono in capo alla procura di Vercelli. I movimenti per la Palestina nel nostro Paese, che come nel resto del mondo sono animati da sentimenti antisemiti mascherati da antisionismo, da tempo si stanno saldando con le frange più radicali ed estreme della sinistra extraparlamentare per perseguire gli interessi comuni come la guerra all'Occidente e al capitalismo, oltre che a Israele. L'ipotesi di reato attualmente perseguita dalla procura è quella di minacce. Gli israeliani che si sono trasferiti in Valsesia in questi anni hanno acquistato e ristrutturato abitazioni abbandonate, ripopolando i borghi che stavano morendo e che, invece, con questo progetto sono rinati. Sono diverse le famiglie con bambini in età scolare, che frequentano regolarmente le scuole e si sono integrati bene con i compagni.
Ma questa lettera cambia tutto per la tranquillità delle famiglie della valle.
"È necessario che il Parlamento completi l'iter di approvazione del disegno di legge contro l'antisemitismo, già approvato da un ramo del Parlamento: non vi è più alcuna ragione per ulteriori ritardi", ha dichiarato Walter Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, che ha definito il gesto come "vile, osceno, squallido". In Italia, ha aggiunto "stiamo davvero raschiando il fondo del barile sul fronte dell'antisemitismo". Una considerazione amara che, purtroppo, trova conferme nelle tensioni crescenti nel nostro Paese.