Leggi il settimanale

Missili incrociati Israele-Iran. Beirut può far saltare il banco

Attacchi e accuse, poi il tycoon convince Netanyahu e il regime a fermarsi. Il cessate il fuoco torna in vigore tra i dubbi. Hezbollah la minaccia più seria

Missili incrociati Israele-Iran. Beirut può far saltare il banco
00:00 00:00

Missili iraniani su Israele, raid israeliani contro obiettivi militari in Iran, il Libano di nuovo nel mirino. Il Medioriente ha vissuto una delle notti più infuocate da mesi, in una spirale di rappresaglie che ha spinto Donald Trump a intervenire d'urgenza per scongiurare il crollo definitivo della tregua, che comunque rimane appesa a un filo. L'escalation ha visto Israele colpire l'Iran dopo che la Repubblica islamica lo ha preso di mira per rappresaglia contro un attacco aereo sui sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno lanciato attacchi contro le basi aeree israeliane di Nevatim e Tel Nof, mentre lo Stato ebraico ha risposto colpendo obiettivi militari nell'Iran centrale e occidentale. In parallelo, il fronte libanese ha continuato ad alimentare la crisi: come reazione al lancio di razzi da parte di Hezbollah, l'Idf ha colpito la periferia meridionale di Beirut, distruggendo infrastrutture nel quartiere di Dahiyeh.

Trump e Benjamin Netanyahu si sono sentiti due volte in meno di ventiquattr'ore, e su Truth il presidente americano ha scritto che le due parti devono "smettere immediatamente di sparare". Dopo il suo intervento, la nuova escalation sembra essere rientrata: ieri mattina i Pasdaran hanno annunciato la sospensione delle operazioni, e anche il premier israeliano ha fatto sapere che "attualmente il fuoco è cessato, perché dopo aver colpito il regime terroristico, esso ha smesso di attaccarci. Abbiamo il pieno diritto all'autodifesa e lo eserciteremo ogni volta che sarà necessario". Il tycoon, da parte sua, ha affermato che "i negoziati finali sulla pace stanno procedendo, salvo che l'ignoranza o la stupidità non si frappongano al loro cammino". Mentre parlando al Financial Times, ha spiegato che l'alleato "non avrà altra scelta" se non quella di accettare un accordo con l'Iran. "Decido io. Decido tutto io. Non è Netanyahu a decidere", ha aggiunto. Gli attacchi dell'Iran non hanno comunque modificato la sua volontà di concludere i negoziati: "Non avranno alcun impatto. Vedremo come andrà a finire, ma gli attacchi missilistici contro Israele non hanno lasciato il segno. È una di quelle cose che vanno avanti da 3.000 anni, o da 47 anni, a seconda di come si conta", ha sottolineato il comandante in capo.

La Repubblica islamica, invece, ha attribuito a Washington la responsabilità della ripresa dei combattimenti e ha dichiarato che l'escalation influirà sui colloqui di pace. "Nessuno crede che il regime sionista compirebbe un'azione qualsiasi senza un previo coordinamento e una cooperazione con gli Stati Uniti. È naturale che il processo diplomatico avviato per porre fine a questa guerra imposta ne risenta", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, dicendo che comunque "le consultazioni proseguono in ogni circostanza". Intanto l'Iran, dopo avere chiuso lo spazio aereo ai voli civili nella parte occidentale del Paese, ha annunciato che i voli in tutti gli aeroporti nazionali sono cancellati fino a nuovo avviso.

E in Libano, l'Idf ha colpito la zona meridionale meno di un'ora dopo che l'Iran aveva annunciato la sospensione delle operazioni militari: secondo quanto riferito, Israele ha attaccato i villaggi di Az-Zrariyah e Arabsalim, nel distretto di Nabatieh, e Kfar Tebnit.

Un funzionario dello stato ebraico ha precisato che "su richiesta di Trump" sono stati interrotti i raid contro l'Iran, ma quelli "contro il Libano meridionale continueranno con tutta la forza nei prossimi giorni. Bombarderemo anche Dahiyeh, nel Sud di Beirut, se gli attacchi contro le nostre comunità e i nostri cittadini dovessero proseguire".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica