Moavero si veste da anti-Lega: "Non chiudiamoci ai migranti"

Il ministro degli Esteri ospite a un forum organizzato da Gentiloni predica accoglienza e mette in allerta dal rischio nazionalismi

Moavero si veste da anti-Lega: "Non chiudiamoci ai migranti"

Governo Conte, abbiamo un problema. Forse. La spina nel fianco dell'eseutivo gialloverde potrebbe chiamarsi Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri in quota "Quirinale" che ieri era ospite al Forum Med- Mediterranean dialogues organizzato dall'ex premier Paolo Gentiloni.

Nulla di strano in questo, per carità. E passi pure che Moavero ha pubblicamente elogiato il piddino perché "queste sono iniziative concrete, non di facciata e il merito di averle pensate è di Paolo Gentiloni, è proprio quello che vediamo arrivati alla quarta edizione". A poter preoccupare Conte per le tensioni nel governo potrebbero essere le parole riservate dal ministro in tema di immigrazione e nazionalismi.

Partiamo dall'inizio. Mentre Matteo Salvini gira l'Italia rivendicando la chiusura dei porti agli immigrati clandestini e predicando accoglienza solo per i "veri profughi", il collega in Cdm sembra pensarla diversamente. "Di fronte al migrante economico - ha detto ieri Moavero - non dobbiamo essere ottusamente chiusi, dobbiamo porci la domanda del perché si migra". Secondo il titolare della Farnesina quando si parla degli "epocali flussi migratori" attraverso il Mediterraneo, "non bisogna mai dimenticare che si tratta di persone, non sono solo le convenzioni internazionali che lo dicono, ma dovrebbero essere i valori più profondi del nostro essere umani che ci fanno capire che chi fugge da guerra, devastazioni, regimi illiberali deve trovare accoglienza".

La platea raccolta da Gentiloni ha apprezzato le parole di Moavero. Nulla di strano, se non fosse che siede al governo con la Lega e il M5S (entrambi poco inclini all'accoglienza indiscriminata). "Ci dobbiamo porre la domanda - ha continuato però il ministro - del perché si migra e questo deve portare a intensificare un'azione di cooperazione vera, leale, mano nella mano per lo sviluppo delle terre di origine dei migranti economici, per aiutare i paesi attraverso cui transitano, per combattere, contrastare e porre fine all'orribile traffico di esserei umani inaccettabile per la civiltà mediterranea". Tanto che alla fine Moavero arriva addirittura a paventare il ritorno di "nazionalismi, ai quali purtroppo dobbiamo le tragedie di un passato non troppo lontano". Il ministro degli Esteri pensava pure a Salvini?