Le immagini provenienti dal Venezuela, in particolare da La Guaira, lo Stato più colpito dal sisma, hanno spinto la comunità internazionale ad accelerare l'invio di soccorsi, personale specializzato e aiuti di prima necessità. I primi a intervenire sono stati gli Stati Uniti. L'amministrazione del presidente Donald Trump che ha stanziato 150 milioni di dollari destinati alle operazioni di emergenza, al sostegno sanitario e all'assistenza alle migliaia di sfollati. Washington ha inoltre fatto sapere di essere pronta a coordinarsi con i partner regionali per facilitare l'arrivo di ulteriori aiuti umanitari. Il ponte aereo americano è già operativo. Secondo il Dipartimento di Stato, "garantire una zona di atterraggio in grado di accogliere nel lungo periodo velivoli di grandi dimensioni è un elemento fondamentale per il successo di qualsiasi risposta a un disastro di questa portata". In attesa del ripristino delle piste danneggiate, gli Stati Uniti hanno inizialmente impiegato velivoli a decollo e atterraggio verticale MV-22 Osprey per trasportare soccorritori e materiali d'emergenza. I primi team statunitensi sono già arrivati ieri, mentre nelle prime ore di oggi sono atterrati i primi aerei da trasporto strategico C-17 Globemaster con altro personale, forniture mediche, apparecchiature per le comunicazioni e aiuti umanitari. Il volume dei materiali e il numero degli operatori, pari a oltre 200 unità, hanno reso necessario il ricorso ad aerei da trasporto pesante.
Anche l'Italia ha già stanziato risorse, coordinandosi con la comunità italo-venezuelana. La missione italiana è arrivata nella notte a Caracas sull'aereo messo a disposizione dalla Difesa, a bordo del quale vi sono 97 persone, tra cui 40 vigili del fuoco e 36 operatori della Protezione Civile provenienti da Lazio, Lombardia, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Il team, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con la Farnesina, si è messo a disposizione delle autorità locali per la ricerca e il soccorso degli oltre 50mila dispersi con il personale Usar dei vigili del fuoco, specializzato negli interventi tra le macerie. I funzionari dell'Unità di crisi seguono i circa 65mila italiani residenti nel Paese, di cui 3mila nelle vicinanze dell'epicentro, e oggi è partito un secondo volo da Pratica di Mare con tende pronte al trasporto e moduli logistici. "Sentiamo una grande responsabilità dice il capo missione Paolo Vaccari . Portiamo personale sanitario, di ricerca e soccorso e beni primari. Stanno chiedendo soprattutto tende".
Il team leader Usar Ciro Bolognese conferma: "Ci dedicheremo al soccorso tra le macerie per salvare vite umane" anche se, precisa Maria Teresa Del Re dell'Unità di crisi, "le operazioni di ricerca vanno avanti lentamente, la situazione è ancora molto incerta e in rapido cambiamento".PMan