"Le tattiche militari apprese, da anni, in Val di Susa sono state spostate nelle strade di Torino. Ed è avvenuto grazie ad una sostanziale impunità dei violenti nel corso del tempo". Non ha dubbi l'alto ufficiale che è stato al comando della protezione dei cantieri dell'Alta velocità in Piemonte, presi sistematicamente d'assalto dalle falangi No Tav.
La bandiera simbolo con la locomotiva bannata da una X rossa, su sfondo bianco, si mescola spesso al vessillo rosso e nero dell'Azione antifascista, che unisce a livello internazionale gli antagonisti di mezza Europa. Lo slogan di battaglia è "Ora e sempre No Tav".
La fonte del Giornale, che li conosce da vicino, spiega che "la Val di Susa è diventata una palestra di guerriglia e sovversione. Bombe carta, razzi pirotecnici ad altezza d'uomo, pietre lanciate con le fionde come l'Intifada e biglie di ferro, che più di una volta hanno sfiorato la tragedia con centinaia di feriti fra le forze dell'ordine". Dal 2005 potrebbero essere migliaia. Negli scontri più duri, in un solo giorno, si sono registrati anche 188 feriti fra le forze dell'ordine. Nel 2021 il carabiniere, Luigi De Matteo, è stato sequestrato per mezz'ora: "Mi hanno trascinato dietro una roccia finendomi a sprangate e togliendomi tutto, dalla pistola al casco. Erano incappucciati mentre mi picchiavano. E urlavano: deve fare la fine di Giuliani (il manifestante ucciso a Genova durante gli scontri per il G8 mentre tirava un estintore ad un milite dell'Arma, nda)". Da oltre 20 anni è in atto la protesta, più violenta che pacifica, nella valle dove passerà la linea dell'Alta velocità dalla Francia fino a Trieste e oltre. I cantieri sotto assedio sono principalmente quelli di Chiomonte e San Didero, circondati da reti e barriere oltre ad essere presidiati h 24 dalle forze dell'ordine. Per garantire la sicurezza vengono impiegate pure le truppe alpine, che pattugliano l'area giorno e notte. "Sull'autostrada Torino- Bardonecchia, spesso interrotta dai violenti - racconta la fonte - hanno addirittura teso dei cavi d'acciaio, come in zone di guerra, per fermare i mezzi. Ma ci passano pure i civili". Nel recente processo ad Askatasuna i danni stimati "delle devastazioni causate nei cantieri Tav in Val di Susa" sono di 6 milioni e 800mila euro. Dal 2011, però, si sono toccate punte di 251mila agenti impiegati all'anno con un costo solo di mobilitazione di 8 milioni di euro.
L'alto ufficiale fa presente che il livello dello scontro "è organizzato e inquadrato da professionisti del disordine. Non a caso millanti di Askatasuna sono andati a combattere in Siria con i curdi e in passato erano stati arrestati anche ex brigatisti coinvolti negli assalti".
Nel 2012, l'allora procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, aveva indagato l'ex brigatista rosso Paolo Maurizio Ferrari e l'ex di Prima Linea, Antonio Ginetti riconosciuti in Val di Susa. I veterani della Siria hanno combattuto al fianco dei curdi dell'Ypg con lo stesso stendardo Antifà sventolato davanti ai cantieri nella valle. Almeno 5 italiani legati ad Askatasuna sono stati sottoposti a sorveglianza speciale dalla procura di Torino. Anche la romana Maria Edgarda Marcucci ha imbracciato le armi contro l'Isis ed era ricercata per gli assalti al cantiere di Chiomonte. Nel 2022 ha scritto pure il libro Rabbia proteggimi. Dalla Val di Susa al Kurdistan. Storia di una condanna inspiegabile. Jack Cekdar Agir, che vuol dire "combattente e fuoco" è il nome di battaglia di un torinese, in prima linea nelle potreste No Tav, che ho incontrato all'assedio di Raqqa, capitale dello Stato islamico. Stesso copione per Paolo Andolina Pachino o Davide Grasso.
La rete europea, soprattutto con i vicini francesi da dove parte l'alta velocità, si rinsalda ogni estate a fine luglio con il Festival Alta Felicità a Venaus dove iniziarono le proteste e gli scontri 20 anni fa con la copertura dei sindaci della valle che esistono ancora oggi. La scorsa estate, per la nona edizione, sono stati invitati Patrick Zaki e Ilaria Salis. Il logo del Festival è disegnato da Zerocalcare. E nel dibattito sui "movimenti transnazionali e studenteschi: quale contributo per la lotta di liberazione nazionale palestinese" hanno partecipato attivisti pro Pal di gruppi come Samidoun sanzionato da diversi paesi. Il 27 luglio i violenti hanno bloccato, dando fuoco a masserizie, l'autostrada Torino-Bardonecchia e poi presso d'assalto i "cantieri della devastazione" staccandosi dal solito corteo "pacifico". L'8 dicembre nuove proteste con la partecipazione di alcuni sindaci della zona e politici come il segretario torinese del Partito di rifondazione comunista, Paolo Ferrero, ex ministro del governo Prodi. E "ancora una volta i No Tav Askatanutensi si sono resi protagonisti dell'ennesimo attacco - ha denunciato Luca Pantanella, segretario di Torino del sindacato di polizia Fsp - Sono arrivati ben armati di bombe carta con bulloni e chiodi e hanno iniziato il lancio di pietre pesanti 5 chilogrammi, a mezzo di rudimentali catapulte, usando gli alberi come pilastri". Un funzionario di polizia, ferito al volto, ha rischiato di perdere un occhio.
"Riteniamo inutili gli attuali mezzi come idranti e lacrimogeni per i quali questi delinquenti sono tranquillamente addestrati e preparati - ha spiegato Pantanella - Chiediamo l'uso di proiettili di gomma. Non possiamo restare inermi a fare da bersaglio per poi contare i feriti". Come è puntualmente avvenuto sabato scorso nel capoluogo piemontese.