Di nuovo Modena al centro dell'attenzione dell'antiterrorismo. Ieri, infatti, grazie a un'operazione dei Carabinieri e della Procura, è stato espulso un pakistano irregolare che aveva intenzione di compiere una strage e che aveva espresso la chiara volontà di "fare come El Koudri". È questo il contenuto di una delle oltre 60 mail mandate all'indirizzo di posta elettronica dell'Accademia Militare di Modena da parte di Malik Usman Hasan, nato in Pakistan nel 1993 e residente a Carpi con il fratello, nonostante in Italia ci fosse anche il padre con cui però aveva pessimi rapporti.
Per questo ieri la Questura di Modena e il Comando Provinciale dei Carabinieri hanno provveduto all'espulsione immediata del 32enne. La vicenda è nata proprio dai messaggi connotati da odio religioso e razzial, che Hasan ha cominciato a mandare dal 26 maggio 2026. Messaggi in cui manifestava la sua volontà di colpire con armi.
Ciò che fa specie è il potenziale bersaglio: non i cristiani o gli ebrei, ma i musulmani. Ha infatti scritto di voler compiere "una missione suicida per uccidere qualche nero o arabo in un posto specifico, nella chiesa" e che "io per voi uccido quei stronzi che hanno preso di mira le chiese e voi mi date armi tante armi".
Le mail sono state immediatamente trasmesse alla Procura con comunicazione urgente da parte del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Modena che aveva individuato il mittente, che aveva già diversi precedenti penali per reati anche contro la persona, e risultava in cura presso un Centro di Salute Mentale della provincia.
Ma a preoccupare sono due elementi: il luogo, oggi fortemente attenzionato dopo la tentata strage da parte di El Koudri. E il fenomeno emulativo generato da quell'attentato avvenuto sabato 16 maggio di quest'anno, che ha cambiato la prospettiva per molti potenziali soggetti pronti a colpire.
Come evidenziato da Il Giornale, oggi il terrorismo ha cambiato volto per molti aspetti: la matrice islamica non è assente, ma spesso si colpisce per il puro desiderio di generare disordine, di commettere violenza, di morire ferendo il prossimo. E questo caso, che non ha chiaramente alcun legame con il jihadismo, rientra nell'indiscriminato modello di accoglienza proposto sia a livello nazionale che locale dalla sinistra italiana. L'Emilia-Romagna, in cui i cittadini stranieri residenti sono circa 580mila, pari al 12,9% della popolazione totale (un numero in costante aumento), è stabilmente una delle regioni con i più alti livelli di criminalità denunciata in Italia. Mentre Modena è tra le province più colpite per alcuni reati contro la persona, in particolare le lesioni dolose: la provincia è sopra la media nazionale, con circa 97-98 mila stranieri residenti, pari al 13,9% della popolazione, mentre il comune vede la quota superare il 15%.
E questo dato è confermato anche dal numero dei detenuti: nelle carceri dell'Emilia-Romagna la quota degli stranieri è circa il 47%, quasi quattro volte
superiore al peso degli stranieri sulla popolazione regionale, mentre nel carcere Sant'Anna di Modena arrivano a circa il 66% dei detenuti. Non è certo casuale la correlazione tra l'aumento dell'immigrazione e quello dei reati.