Vladyslav ha ragione, eppure ha torto. In un mondo che ormai detesta stare nelle regole, finisce che rispettarle sia l'unica cosa rimasta ad essere rivoluzionaria. Perché la vita è ingiusta, però - lo dice il Dalai Lama - l'unica soluzione è imparare bene le regole in modo da infrangerle nel modo corretto.
Vladyslav ha ragione, ma non sempre la ragione giustifica i mezzi. Il suo casco era un urlo disperato in mezzo la gioia di questi giorni, ma ora è rimasto strozzato. Perché in fondo il Cio era pronto a infrangere le sue, di regole, dandogli la possibilità di correre con il lutto al braccio e di mostrare all'arrivo il volto di quei compagni spezzati dalla guerra. Non era tutto, ma era qualcosa. Sarebbe bastato.
Vladyslav ha ragione, perché la prima cosa che abbiamo pensato tutti è quanto fosse assurda la sua squalifica. Però immaginiamo anche se tutti gli atleti avessero usato il palcoscenico mondiale per riparare a qualche ingiustizia personale: sarebbe il caos, e di altro caos non ne abbiamo proprio bisogno. Soprattutto in tempi di pace, almeno sportiva, durante le Olimpiadi.
Vladyslav ha ragione, purtroppo. Ma capita poi che a voler avere troppo ragione si finisce dalla parte del torto: "È un casco della memoria, non un messaggio politico".
No: tutto ormai è politica, e basta chiederlo a quegli atleti che gareggiano senza bandiera per colpa di una guerra che probabilmente è sbagliata anche per loro. Solo che non lo possono dire.Per cui Vladyslav, il mondo è davvero ingiusto, e il nostro cuore è con te. Ma le regole sono l'unica cosa che lo può tenere insieme.