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Tra musica, sport, poesia e racconti: i volti al Colle uniscono la Repubblica

Da Morandi a Cortellesi, da Fontana ad Annalisa: l'emozionante show davanti a 2.700 persone

Tra musica, sport, poesia e racconti: i volti al Colle uniscono la Repubblica
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Fuori. Fuori dal Palazzo e fra la gente. Duemilasettecento sedie nella piazza davanti al Quirinale, almeno cento, città collegate e maxischermi come per le finali di Champions.

Le ottanta candeline della Repubblica diventano uno show in diretta su Rai1: "I volti della Repubblica". "Oggi - spiega Sergio Mattarella, con un saluto brevissimo e intenso - ricordiamo non soltanto una data ma un percosso che ha visto momenti difficili - e nel dirlo guarda il pubblico con uno sguardo carico di memoria - e momenti esaltanti. Buona Repubblica a tutti". Mattarella raggiunge il suo posto, il racconto può cominciare. Mai visto qualcosa del genere ma la ricorrenza apre strade nuove: 2 giugno 1946, 2 giugno 2026.

Ci sono gli artisti e gli attori, la musica e le parole, i grandi dello sport. Le massime autorità del Paese e tante facce note: ciascuno mette una tessera del grande mosaico che compone questo spicchio di storia.

Paola Cortellesi, attrice impegnata e regista di successo, legge un monologo sul voto delle donne. È l'incipit della narrazione fra le teche e l'attualità, i sacrifici e le promesse di una lunga stagione nata dalle macerie del fascismo; Luca Zingaretti racconta gli anni del terrorismo e Massimo Popolizio l'epidemia di Covid che ha stravolto le nostre vita e la nostra comunità solo pochi anni fa.

Gli otto decenni vengono divisi in altrettanti blocchi e affidati alle immagini di repertorio, con Francesco Pannofino nelle vesti della voce narrante.

Maurizio de Giovanni ha scritto un dialogo fra un ragazzo appena tornato dalla guerra, con il volto di Cesare Bocci, e una ragazza, Marta Gastini, che gli descrive il Paese in quattro quadri.

I led screen e il tricolore che colora la facciata della reggia dei Papi. Le emozioni e i pensieri per costruire quel che troppe volte si è sfilacciato. Roberto Bolle regala una performance ad hoc, Cecilia Bartoli canta Caruso di Lucio Dalla, un testo immortale che ogni volta fa venire i brividi, mentre Gianni Morandi interpreta un classico della canzone e a suo modo dell'educazione civica come La storia siamo noi di Francesco De Gregori.

Talento & talenti, ma nel segno di ideali e sogni condivisi. Ecco, è questo il motivo della kermesse.

Ecco le olimpioniche Arianna Fontana, la mamma pattinatrice, e Federica Brignone, protagonista di uno stupefacente recupero dopo il gravissimo incidente che sembrava averne compromesso le chance a cinque cerchi. Alex Del Piero e Beppe Bergomi raccontano i mondiali di calcio e insomma rendono onore allo sport nazionale, oggi in difficoltà per l'avvento di altre discipline come il tennis. Cristiana Capotondi declama alcuni brani tratti dal romanzo di Elsa Morante, La storia.

Insomma, non si finisce più e

sul palco si esibiscono anche Annalisa, Luca Barbarossa, Giuliano Sangiorgi. Per un volta, l'Italia è passione e non polemica, una liturgia popolare e non un corteo di protesta. L'appartenenza invece della recriminazione.

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