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Netanyahu lunedì da Trump. I colloqui italiani sul Libano. "Ritiro Idf nei prossimi giorni"

L'incontro alla vigilia dei funerali del senatore americano Graham, grande alleato di Israele

Netanyahu lunedì da Trump. I colloqui italiani sul Libano. "Ritiro Idf nei prossimi giorni"
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E otto. Benjamin Netanyahu si appresta a incontrare Donald Trump per l'ottava volta da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca, probabilmente lunedì, nel mezzo dell'escalation militare fra Stati Uniti e Israele. L'incontro non è ancora stato confermato ufficialmente ma secondo il giornale israeliano Ynet è probabile che avvenga alla vigilia dei funerali, che si terranno martedì, del senatore americano Lindsey Graham, morto a 71 anni, e grande sostenitore di Israele tra i Repubblicani. Netanyahu parteciperà alle esequie e parlerà con il presidente americano il giorno prima.

Nel frattempo, Israele non smette di agire sui dossier più scottanti, indistricabilmente legati alla crisi iraniana. Nei colloqui conclusi ieri a Roma si è lavorato per una pace di lungo termine in Libano, dove la minaccia è ancora rappresentata dalla milizia filo-iraniana Hezbollah. Alla fine di due giorni di negoziati che gli Stati Uniti hanno definito "produttivi e positivi", l'obiettivo raggiunto è il processo di implementazione di due "zone pilota", le aree nel Sud del Libano dalle quali le Forze armate d'Israele (Idf) dovranno ritirarsi, e che inizierà "nei prossimi giorni".

In base all'accordo quadro raggiunto il 26 giugno, dopo cinque cicli a Washington, Israele si ritirerà gradualmente dalle aree del Libano meridionale occupate nell'ambito della guerra contro il gruppo sciita. I due Paesi passeranno ora a "discussioni tecniche più ampie" - ha riferito un funzionario statunitense - con l'obiettivo di "raggiungere un accordo globale".

Hezbollah ha trascinato il Libano nel conflitto il 2 marzo bombardando Israele a sostegno dell'Iran. Tuttavia, l'esercito israeliano continua a effettuare limitati raid aerei nel sud del Paese e a demolire i villaggi occupati.

Dopo i colloqui di Roma, il presidente libanese Joseph Aoun è atteso a Washington il 21 luglio su invito di Trump. Aoun ha definito l'accordo quadro "il migliore possibile" e si è rallegrato spiegando che "Washington ha cominciato ad ascoltarci, con il dossier libanese ora sul tavolo del presidente degli Stati Uniti".

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