Non ha dubbi Enzo Siviero, professore, ingegnere civile e rettore dell'Università E-Campus. Chi si oppone al ponte lo fa "solo per motivi politici. Purtroppo l'opera ha assunto una dimensione politica che divide. Eppure ci si dimentica che l'idea era partita da un deputato del partito comunista, ma siccome poi lo ha detto anche Berlusconi allora bisognava dire di no. Ma erano favorevoli in passato anche Prodi e Rutelli. A sinistra e nel Pd io credo che molti siano d'accordo ma non possono dirlo, perché chi dissente dalla linea viene messo fuori".
L'opposizione ne fa anche una questione di costi. Si dice che spendere 13.5 miliardi di euro per l'opera non è la priorità per il Paese in questo momento.
"Sono 50 anni che sento che prima del ponte bisogna fare altre cose ma poi non sono mai state fatte. Ora si sta facendo un investimento che genererà un indotto da 3 a 5 volte il suo valore. Togliere i soldi al ponte per fare altro significa impedire una rivalutazione di quei territori. La costruzione in sé vale 4 miliardi, il resto sono opere complementari che vanno dalla messa in sicurezza del territorio alla metropolitana di superficie. Lei pensi cosa potrebbero diventare le due Regioni con un'opera simile, non solo dal punto di vista del turismo ma anche industriale".
Un investimento per il Sud?
"Io dico che il Meridione non ha bisogno di sussidi ma di rigenerarsi e per farlo è necessario fare arrivare investimenti".
Chi si oppone solleva anche dubbi di carattere tecnico di un'opera simile. E la stessa Corte dei Conti ha rilevato che i costi potrebbero lievitare.
"Spetta allo Stato controllare che i costi non aumentino. Sulle obiezioni tecniche questa è un'opera studiata dai migliori progettisti al mondo con un livello di approfondimento assoluto. I coefficienti di sicurezza sono ampiamente superiori agli standard previsti dalle norme. È un progetto eccezionale trattato in modo eccezionale e non ha falle, nonostante quello che dicono anche miei illustri colleghi. Forse più di qualcuno obietta dal punto di vista tecnico perché ne è rimasto fuori".
E le proteste per l'impatto
ambientale?"Ci sono gli estremismi degli ambientalisti, gli stessi che dicevano 30 anni fa no al Mose e no alla Tav. Ma non hanno alcuna giustificazione. E poi i ponti caratterizzano i luoghi, pensate al Golden gate o a Brooklyn".