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Donald attacca ancora: "Molto male l’Italia". Ma Meloni ai ministri: "Non esacerbiamo"

La premier: ok al 4 luglio. Ma lei non ci sarà. Il sì alla Pax Silicia

Donald attacca ancora: "Molto male l’Italia". Ma Meloni ai ministri: "Non esacerbiamo"
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"Non esacerbiamo". Sono almeno 48 ore che Giorgia Meloni predica cautela e invita i suoi alla prudenza, anche se Donald Trump dovesse tornare ancora una volta ad attaccarla frontalmente come puntualmente accade a tarda sera. "L'Italia - dice il presidente americano - si è comportata molto male. Come pure Germania e Regno Unito, che non ci sono state quando abbiamo chiesto un piccolo aiuto". Un affondo che difficilmente cambierà l'approccio della premier, perché - è il senso del suo ragionamento - è necessario separare il piano personale e dello scontro pubblico dalla diplomazia e preservare i rapporti con gli Stati Uniti, non solo quelli diplomatici ma anche quelli commerciali. I numeri parlano chiaro: nel 2025, nonostante i dazi, l'interscambio è cresciuto alla cifra record di 110 miliardi di dollari.

Nessun boicottaggio, dunque, del tradizionale ricevimento previsto all'ambasciata americana il 2 luglio per festeggiare l'Indipendence day. Perché, spiega Meloni durante il Consiglio dei ministri, quanto accaduto ("lo scambio amichevole") non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti. Peraltro, ha aggiunto invitando i ministri ad andare a Villa Taverna, l'ambasciatore Tilman Fertitta "è sempre stato estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti". La premier - che il 2 luglio potrebbe essere a Padova per il congresso nazionale della Uil - non dovrebbe comunque esserci, mentre ci sarà certamente il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Probabile la presenza anche dell'altro vicepremier Matteo Salvini e del ministro della Difesa Guido Crosetto. Intanto, lo stesso Fertitta getta acqua sul fuoco. "Riconosco che possono esserci momenti di disaccordo tra due leader, ma - dice l'ambasciatore - ciò che è importante è che la relazione tra Stati Uniti e Italia continui a essere una vera partnership di cooperazione tra i nostri due Paesi".

Insomma, dopo lo strappo diplomatico che ha portato Tajani a cancellare il Business forum Italia-Usa previsto a Miami proprio ieri (nell'occasione avrebbe dovuto anche incontrare il segretario di Stato Marco Rubio) ora è il momento di ricucire. La scelta di annullare l'evento - in cui erano coinvolte centinaia di aziende italiane che si occupano di tecnologie di frontiera, industria avanzata, infrastrutture e eccellenze del Made in Italy - ha infatti reso evidente le ricadute economiche che avrebbe una crisi prolungata tra Roma e Washington. Tanto che già domani - forse a livello di ambasciatore - l'Italia dovrebbe partecipare alla tre giorni che si terrà a Washington sulla Pax Silicia, l'iniziativa americana che punta a mettere in sicurezza le filiere dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie strategiche. Proprio in queste ore, infatti, Italia e Stati Uniti stanno finalizzando un memorandum sulla materia e un altro sui minerali critici.

Per dare un segnale che abbia anche valenza politica, resta in agenda per la prossima settima la missione a Washington - prevista da tempo - dell'ufficio di presidenza di Ecr, il gruppo dei Conservatori e riformisti europei a cui aderisce Fdi. Per il partito di Meloni ci saranno Carlo Fidanza, vicepresidente di Ecr e capo-delegazione di Fdi a Bruxelles, e Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo.

Avranno incontri con esponenti dell'amministrazione repubblicana, con i principali think tank del Gop (a partire dalla Heritage foundation), con diversi congressisti e anche con lo speaker del Congresso, il repubblicano Mike Johnson.

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