Qual è la nuova crisi dietro l'angolo? Cosa nasconde il mercato dello sviluppo della IA?
Si parla sempre dello sviluppo della IA che sta penetrando in tutti i settori cullando l'illusione dell'intelligenza a portata di tutti senza sforzo. Ma il cyber pensiero, proprio perché è ad ogni costo, non è gratuito.
L'IA ha un costo notevole, servono reti elettriche stabili, acqua per i sistemi di raffreddamento e trasformatori. E soprattutto data center, infrastrutture che ospitano server e permettono le capacità di calcolo per i servizi digitali e che consumano molta energia. I data center non sono solo software, sono cantieri edili, impianti e manodopera altamente specializzata.
Cina e Stati Uniti stanno investendo molto nel settore così come hanno iniziato a fare anche i Paesi del Golfo. Anche l'Europa vuole entrare nel mercato da protagonista ma lo fa con costi energetici più alti e con iter autorizzativi più lunghi.
Una domanda che presto dovremo porci è questa: Chi avrà la priorità nel consumare l'energia europea? L'industria, le famiglie e i data center rischiano di contendersi i megawatt disponibili?
La competizione per accaparrarsi i megawatt sarà ancora più aspra riaprendo la scena ad un concetto che sembrava superato, quello della scarsità delle risorse.
La tecnologia apparentemente più immateriale della storia si fonda su realtà solide come acciaio, rame, cemento, silicio ed elettricità.
Chi merita il megawatt? L'ospedale, la fabbrica, la ferrovia o il data center? E cosa accade quando tutte queste strutture per l'evoluzione tecnologica dipendono dal data center?
Ma la corsa alla sovranità in campo IA ci farà capire che (almeno per ora) l'era dell'abbondanza è finita. La crescita, l'energia, il credito e la sicurezza non sono infinite ma vanno amministrate con intelligenza.
Non esiste più niente di gratuito, abbiamo bisogno di procurarci terre rare, semiconduttori, energia e capacità di calcolo.
Non servono più le colonie, ci servono le filiere.E la rivoluzione tecnologica, mettendoci davanti alla realtà, ci ricorda che il futuro favorisce chi compie le scelte migliori. E che in fondo tutto dipende ancora dalla più antica delle arti: la politica.