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Vip, feste stile Gattopardo e 20 cambi d’abito. Ma le nozze di Dua Lipa spaccano Palermo

Vip, feste stile Gattopardo e 20 cambi d’abito. Ma le nozze di Dua Lipa spaccano Palermo
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Dua Lipa è il vero nome della cantante di origine albanese-kosovara più ricca del Regno Unito. La celebre Dua ha incontrato come nelle favole il suo principe, l'attore Callum Turner, dopo un fatale incontro in cui i due hanno scoperto che per incredibile coincidenza cosmica stavano leggendo proprio lo stesso libro, o almeno così raccontano.

Da innamorati hanno fatto una gitarella in Sicilia, e caduti in preda all'incantesimo di un tripudio fra panelle e caponata, anellini alle melanzane e cannoli, e magari grazie a un calice di Nero d'Avola in più si sono promessi «per sempre sì» senza neppure conoscere Sal da Vinci.

Inguaribili romantici potevano non scegliere Palermo per il loro wedding party? E così, dopo un'intima celebrazione a Londra, da ieri sera Palermo è set del matrimonio dell'anno. Se il sindaco Lagalla si dice onorato sfregandosi le mani all'idea dell'attenzione mediatica sulla sua città e agli introiti diretti e indiretti, non ne sembrano altrettanto entusiasti i suoi cittadini.

Come già successe a Venezia per i Bezos, pare che i riottosi autoctoni residenti ztl delle città turistiche non gradiscano il trambusto

provocato dalle celebrità, neppure se in cambio porta gloria e lauti guadagni. La produzione del ciclopico evento prevede l'intero fine settimana fra aerei e yacht in arrivo da ogni parte del mondo, visita privata al museo di arte contemporanea (chiuso al pubblico) seguita da rinfresco perché va bene la cultura ma un arancino non può mancare, festa nel salone di Palazzo Gangi già calpestato da quelli del Gattopardo di Visconti, concerto di Elton Jhon, altra festa a Bagheria nel settecentesco magico palazzo Valguarnera. Oltre 200 gli invitati sparpagliati negli hotel icona di una città complicata che riesce caparbiamente a candidarsi come anfitrione del lusso internazionale senza rinunciare alla propria identità, 20 i cambi d'abito della Dua, 3 milioni il costo stimato per l'evento.

Al posto del braccialetto di riconoscimento, gli invitati per farsi riconoscere e accedere alle aree private hanno ricevuto un braccialetto d'oro.

Vero che ieri pomeriggio un palermitano in vena di cultura non sarebbe potuto entrare al museo, che qualcuno avrà trovato divieti e transenne di fronte alla porta di casa, che l'organizzazione abbia blindato la privacy dei festeggiamenti fino a chiedere agli abitanti di comunicare in anticipo il numero esatto di persone presenti nelle abitazioni durante i 3 giorni di festa, ma i cartelli apparsi da Palermo a Bagheria «la nostra piazza non è il tuo salotto-Palermo non è in affitto-Palermo non è per i ricchi» paiono inopportuni.

Come esagerata l'accusa di «metodi autoritari da regime totalitario» verso lo staff. No, state tranquilli eredi del Gattopardo, piazza Croce dei Vespri non è piazza Tienanmen. Voi siete quelli del «se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi». Ricordatevelo.

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